Toscana
«Siamo senza prof Al Niccolini-Palli impossibile studiare»
Alcuni ragazzi dell’indirizzo musicale si sono rivolti al Tirreno: «La preside ci ignora, non ci dà risposte»
LIVORNO. Dopo l’ennesimo tentativo fallito di parlare con la preside, ieri mattina diversi ragazzi delle tre classi dell’indirizzo musicale dell’Isis Niccolini Palli, hanno deciso di recarsi nella nostra redazione per cercare di farsi ascoltare ed esporre il loro problema.
«La scuola è iniziata da più di un mese e noi non abbiamo ancora il corpo docente al completo. Ci mancano, infatti, alcuni insegnanti di strumenti. Siamo pieni di buchi nell’orario, e così stiamo perdendo tempo», lamentano i ragazzi che chiamano in causa direttamente il dirigente scolastico il quale, a loro avviso, non si sta muovendo abbastanza per risolvere la questione e , soprattutto, non informa studenti e famiglie sulle prospettive dell’insegnamento.
«Anche i nostri genitori hanno cercato di parlare con la preside, ma non sono stati ascoltati. Figuratevi noi! Ci abbiamo provato già altre volte, ma non ha mai ascoltato le nostre rimostranze negandoci un incontro vero e proprio. Stamani – continuano a raccontare- abbiamo aspettato la preside davanti scuola per vedere se ci poteva offrire qualche chiarimento, ma ci ha mandato via dicendo che dovevamo prendere un appuntamento. Ha anche minacciato di chiamare i carabinieri».
Questi studenti non riescono a capire «come sia possibile che, con le graduatorie chiuse da settembre, a noi manchino ancora degli insegnanti». E che questi giovani sono appassionati della scelta scolastica intrapresa, e che le lamentele non sono un modo per saltare lezione, si capisce dalle parole che usano per dare sfogo alla loro frustrazione: «Noi siamo molto contenti di aver scelto questa scuola, perché amiamo la musica, e vogliamo studiare questo ambito, che speriamo possa un giorno diventare una professione, ma siamo delusi dall’atteggiamento con cui viene considerato l’indirizzo musicale, è un peccato. In altre città questa scuola è presa con molta più serietà, la serietà che merita».
Occorre aggiungere che alcuni di questi studenti sono dei pendolari, e quindi avere buchi nell’orario, comporta un ulteriore disagio. «Non ci interessa entrare due ore dopo o avere delle supplenze che non rientrano con il programma. Vogliamo dei docenti che ci facciano lezione, è un nostro diritto. Tra l’altro – potestano ancora- sono tre anni che questo problema si ripete durante i primi mesi di scuola. Ma gli insegnanti non possono arrivare a dicembre, i programmi poi vengono tagliati di conseguenza, e ci rimette il nostro sapere». Sentir chiedere dai ragazzi di fare lezione non può che far piacere, specialmente quando si parla di strumenti poco comuni come viola, violoncello, corno e altri simili, «infatti – aggiunge una ragazza – oggi siamo in pochi a suonare questi strumenti, bisognerebbe essere incentivati, invece che trascurati. Tra di noi ci sono anche ragazzi già diplomati al Mascagni, quindi dei talenti che meritano di essere curati».
Tutti ci tengono, però, a sottolineare una cosa: «Vogliamo ringraziare gli insegnanti che ci sostengono e che si sacrificano per cercare di aiutarci in questa situazione di difficoltà. Anche loro sono innamorati come noi della musica, e soffrono nel vedere questa situazione. Qualcuno ci dia una risposta».
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