Gioco
Passo avanti per il Prg del porto la variante arriva in consiglio
LIVORNO. È stata presentata ieri in consiglio comunale la variante anticipatrice al piano strutturale e al regolamento urbanistico necessaria per l'approvazione del piano regolatore del porto. «Un'ope...
LIVORNO. È stata presentata ieri in consiglio comunale la variante anticipatrice al piano strutturale e al regolamento urbanistico necessaria per l'approvazione del piano regolatore del porto. «Un'operazione epocale – l’ha definita il sindaco Cosimi - che ridisegna il waterfront e la relazione tra porto e città, mettendo in fila le questioni che nel Prg del porto saranno motivo di sviluppo e di organizzazione del lavoro».
Ma cos’è, in concreto, questa variante? Non è solo un malloppo di tecnicismi e “portuese”: è lo strumento, sollecitato più volte dalla stessa Authority, che di fatto dà il via libera all’adozione del Prg portuale (una sorta di bibbia delle banchine), chiarendo cosa si può fare anche in aree chiave di collegamento con la città, come Porta a Mare e Stazione Marittima. Giovedì la variante arriverà in commissione e poi in consiglio. Considerando la successiva pubblicazione di 60 giorni sul Burt e il periodo delle osservazione, l’obiettivo è di adottarla entro inizio anno. Lo ha ripetuto il vicesindaco Bruno Picchi, che con gli uffici tecnici ha curato tutto il percorso e la presentazione alla città.
Nel frattempo, il 28, in consiglio comunale arriverà il verbale di intesa tra enti che subito andrà in giunta regionale: dopo l’ok alla variante e a quel verbale, il comitato portuale potrà adottare il Prg, che volerà in consiglio regionale.
La variante interessa un’area di 8,5 chilometri quadrati, dalla Bellana allo Scolmatore, e prevede l’«ampliamento dell’area portuale», compresa la fuori-budget Darsena Europa, e la «riorganizzazione delle funzioni», per come già individuato nel Pot e nella bozza di Prg. Poi la «riprogettazione delle aree di contatto tra porto e città per la riqualificazione del waterfront», più la «ricerca di una sostenibilità energetica».
Un passo importante negli atti. Un timbro per fare andare avanti il Prg. Ma la realizzazione è un’altra cosa. Che «non sarà facile» lo dice lo stesso Picchi, che lancia l’appello perché la città costruisca un «patto territoriale e intorno a quello faccia sistema, da Livorno a Roma». «Noi non abbiamo un porto da convertire, ma da adeguare – punzecchia – il primo obiettivo è ottenere i finanziamenti pubblici per le dighe foranee, perché nessuno investe sugli scogli...». Ma qui siamo nel futuro futuribile.
Guardando all’oggi, la variante va a fissare, in qualche caso ridisegnare, gli indici edificatori in porto. Per il cosiddetto porto operativo viene fissata una soglia di 1.200.000 metri quadri di superficie utile lorda, compreso l’edificato esistente che ammonta a circa 480mila. Per le aree collegate alla città si scende nel dettaglio. Alla Stazione marittima, ad esempio, tra ciò che esiste già e ciò che potrebbe essere fatto, saranno permessi fino a 12.500 metri commerciali, 22mila per il terziario, 11mila turistico-ricettivi, 55mila tra verde e parcheggi. Quella della Stazione, come evidenzia l’ex sindaco Lamberti, è un’area delicatissima, soprattutto in vista della vendita delle quote della Porto 2000. In sala intervengono Russo (Pdl), per la parte che riguarda l’elettrificazione delle banchine, Romiti (Cambiare Livorno) che richiama l’amministrazione sull’area dei bacini e sulle riparazioni, Tamburini (Pdl), che chiede lume sul porticciolo della Bellana. Se ne parla da anni: ora nel piano si prevedono 600 posti barca, per natanti inferiori a 9 metri. Nel Mediceo ci sono 536 barche da delocalizzare: 150 superano i 9 metri e quindi, con ogni probabilità, resterebbero ormeggiate nel porto turistico che sarà gestito da Azimut.
Proprio sulle case di Azimut è tornato Lamberti: «Il timore di cambi di destinazione d’uso per sanare le foresterie di via Fagni – dice – non si è verificato». Ma sulle irregolarità nell’utilizzo di quelle foresterie ora al vaglio degli uffici comunali, dai banchi della giunta nessuno ha detto niente. Resta il delicatissimo capitolo di Porta a Mare: il Piano attuativo è scaduto il 13 ottobre e da tempo la società che costruisce case e negozi, Porta Medicea, chiede di rivedere indici e progetti, tagliando un po’ di metri di Rta (residenze turistico alberghiere). Una discussione serrata che dovrebbe arrivare in consiglio sotto elezioni. (j.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
