Gioco
«Il welfare di noi nonni in aiuto ai nipoti»
Sulle indennità degli anziani si reggono rate, mutui e bollette di tanti zoppicanti bilanci familiari
LIVORNO. «Ho passato la vita a lesinare sulla carne in tavola e sulla pensioncina familiare a due stelle per le vacanze in estate, non cambierò certo ora che mia moglie non c’è più e mio figlio è grande sì e ha una sua famiglia ma ha di nuovo bisogno di me». Ha «un po’ più di settant’anni», una salute che «non va tanto male», qualche amico che «mi è rimasto da quando facevo il tornitore in fabbrica». Parla a cuore aperto, ma con una premessa: niente nome né altro che lo renda identificabile («l’ultima cosa al mondo che voglio fare è mettere in difficoltà mio figlio come se volessi vantarmi di qualcosa»).
No, se accetta di parlare è semplicemente perché «bisogna smetterla con questa storia che gli anziani sono la zavorra di tutto». E, detto per inciso, per alzare il velo su quello che reputa una sorta di mistero doloroso dietro il quale si nascondono tante realtà inconfessate: «Io prendo quattro soldi, ma siccome non fumo né spendo quattrini al bar, riesco a mettere da parte qualcosa che utilizzo perché la famiglia dei miei nipoti abbia quel che io non ho avuto: mi sono fatto carico di una parte della rata del mutuo della casa, anche il motorino (usato) a mio nipote gliel’ho presa io e ogni tanto saldo qualche bolletta».
Del resto, in casa del figlio e della nuora entrano due buste paga sì ma a singhiozzo: un susseguirsi di lavoricchi precari («con parecchie pause»), la voglia di non arrendersi ma anche la difficoltà di far quadrare i conti di famiglia.
A fargli rizzare i capelli in testa è soprattutto un interrogativo: «Sto benino per l’età che ho, ma due inverni fa è bastata una cosa quasi da niente e ho visto con quanta difficoltà curarsi senza spendere fra farmacia e spcialista quel che io riscuoto per una settimana».
E l’interrogativo dov’è? «Sta nel fatto che mi chiedo – aggiunge – cosa capiterà quando mio figlio avrà la mia età. La mia è una pensione operaia, la sua chissà se ce l’avrà e come ce l’avrà. Di sicuro sarà talmente bassa che difficilmente potrà fare quel che sto facendo io: un po’ anche perché noi anziani siamo abituati a risparmiare su tutto e le giovani generazioni no. Ma lui, come farà a dare un sostegno ai suoi figli? Io penso che fra poco, quando non ci saremo più noi nonni, la crisi esploderà davvero e non ci sarà più niente a cui aggrapparsi».
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