Gioco
Cappellina Tommasi La diocesi studia come recuperarla
La chiesa oggi è in uno stato di pesante degrado Avviate le ricerche di finanziamenti per il recupero
LIVORNO. La cappellina Tommasi tornerà ad essere aperta al culto in collegamento con la parrocchia di San Pio X, mentre i locali dell'adiacente canonica dovrebbero essere destinati alle iniziative della Caritas: è questo l'intento manifestato dall'Istituto diocesano di sostentamento del clero di Livorno, che ha concesso di visitarla, per ridare vita quanto prima all'antico edificio sacro, del quale è attuale proprietario. La cappellina è situata in via Nicolodi all'angolo con via dell'Artigianato, proprio nel mezzo della zona artigianale del Picchianti. Sono state avviate le pratiche per la ricerca di finanziamenti rivolti al ricupero dell'edificio sacro di cui, nel contempo, è previsto anche il passaggio alla diocesi di Livorno.
Da fuori sembra una colonica. Di impianto settecentesco la cappellina faceva parte di una serie di fabbricati rurali asserviti ai vasti fondi agricoli appartenenti alla facoltosa famiglia Bicchierai. D'altronde, l'antica cappellina vista da fuori sembra più che altro una vecchia casa colonica e non sembra un edificio sacro, pur essendo strutturato come tale. Al suo interno si può, infatti, rinvenire il transetto, l'abside e la cupola, ovvero gli elementi architettonici tipici di una chiesa. Ma all'esterno l'unico simbolo religioso visibile è costituito soltanto da una piccola croce marmorea a rilievo situata sull'architrave del portone d'ingresso.
Dai Bicchierai ai Tommasi. Con il frazionamento della consistente proprietà fondiaria operato nel 1830 la cappellina passò alla famiglia Tommasi che annoverava alcuni importanti pittori livornesi. Ed è grazie ai nuovi proprietari che la cappellina, oltre ad essere restaurata, ebbe l'interno completamente affrescato nel 1862, mentre l'edificio, nel frattempo consacrato dal vescovo, fu adibito anche a sepolcro di famiglia. All’interno, oltre all'altare in marmo con lo stemma gentilizio (visibile anche sul soffitto della navata) è possibile osservare la lastra tombale sul pavimento, mentre alle pareti ci sono le lapidi con le iscrizioni dei componenti della famiglia Tommasi.
L’interesse del Fai. Fortunatamente sfuggita alla demolizione la cappellina fu acquisita nel 1986 dall'Istituto diocesano per il sostentamento del clero di Livorno. Attorno al 2003 l'edificio, che è sottoposto a vincolo dalla Soprintendenza, ha poi conosciuto una breve riscoperta che vide l'interessamento della sezione livornese del Fai e dell'Associazione Amici dei Musei con l'organizzazione di un convegno e la pubblicazione di un libro per poi ricadere di nuovo nell'oblio.
Dal 2005 solo degrado. L'ultima visita guidata alla Cappellina Tommasi risale infatti all'aprile del 2005 e da allora non se ne più sentito parlare salvo essere tornata, indirettamente, all'onore delle cronache quasi un mese fa dopo la segnalazione dei molti rifiuti abbandonati nelle sue immediate vicinanze e che purtroppo non sono ancora stati tolti.
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