Attenzione
Sarà la Fortezza Vecchia a ospitare le false teste
Dopo il dietrofront su Villa Trossi Uberti, ok alla mostra (con biglietto da pagare) Tredici traccia il nuovo percorso in consiglio: apertura tra febbraio e marzo
LIVORNO. Le false teste di Modì? Il Comune ora lavora per metterle in Fortezza Vecchia, a pagamento. Lo ha annunciato sul finire del consiglio comunale, l’assessore alle Culture, Mario Tredici. Un dietro front arrivato dopo le critiche che nelle ultime settimane sono piovute dagli stessi consiglieri sull’idea di allestire a Villa Trossi Uberti, a Ardenza, la mostra permanente di qui falsi che trent’anni fa beffarono il mondo.
Tredici fa sapere che l’Autorità portuale, che ha ottenuto dal Demanio la gestione della Fortezza in attesa del passaggio di proprietà a Comune e Regione, «si è dichiarata disponibile: è stato fatto un sopralluogo e sono state valutate possibilità concrete e positive per due sale, che hanno caratteristiche idonee. È la direzione – ribadisce – nella quale ci muoviamo». Insomma, salvo nuovi colpi di scena le tre teste finiranno tra le mura medicee, a ridosso della Stazione marittima.
«Abbiamo registrato – è costretto ad ammettere Tredici – che la soluzione che avevamo proposto, per avere un impatto di tipo turistico era abbondantemente fuori circuito. Un handicap...». Ricorda che era stato lui stesso a proporre Villa Trossi («aveva tutte le caratteristiche giuste tranne una, la lontanza dal centro»), dopo avere scartato circoscrizione 2, nuova Gran Guardia e Cisternino («interventi troppo costosi, problemi di adeguamento delle strutture...»).
«Non è che non avessi visto la Fortezza – si difende – ma avevamo paura che il trasferimento dal demanio all’Authority richiedesse tempi più lunghe. Nel frattempo invece si sono create condizioni diverse: la Fortezza sarà un luogo di grande attrazione, a primavera sarà installato anche il ponte mobile che la collegherà alla città...». Per la mostra serviranno 45mila euro che secondo l’assessore sono «il minimo indispensabile» per «mettere in piedi un racconto che abbia una qualità tecnica, garantire la sicurezza e l’apertura».
Ed ecco la novità: «Stiamo valutando la possibilità di mettere un biglietto di ingresso che permetta di spostare il peso dell’iniziativa dalla finanza pubblica a un’autoalimentazione dell’iniziativa». Che partirà tra febbraio e marzo. Così quelle tre che imbarazzano qualcuno tanto da essere chiuse in “soffitta” per anni, ora si prendono la rivincita: in pubblico e a pagamento.
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