Il Tirreno

Livorno

«Irregolarità nelle foresterie della stecca»

«Irregolarità nelle foresterie della stecca»

Dopo i controlli dei vigili, arriva in giunta il rapporto sulle case costruite da Azimut in via Fagni

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LIVORNO. Tira una brutta aria intorno alle foresterie realizzate da Azimut in via Edda Fagni, a ridosso del cantiere che costruisce gli yacht. Dopo i controlli fatti nei mesi scorsi dai vigili urbani, i dirigenti dell’ufficio Edilizia privata del Comune hanno consegnato ai vertici dell’amministrazione un malloppo di carte che scottano. Da Palazzo Civico confermano, infatti, che «sono state riscontrate numerose irregolarità nell’utilizzo degli appartamenti» e che «il Comune adotterà una serie di provvedimenti». Quali? Denunce in Procura? Nei confronti di chi? Per ora non è stato possibile capire di più, anche perché l’istruttoria - blindata - sarà discussa dalla giunta la prossima settimana.

La situazione è delicata: a quanto risulta nei contratti di vendita degli alloggi firmati da Azimut sarebbe richiamata correttamente la destinazione d’uso “foresteria”, ma di fatto molti sarebbero utilizzati dagli acquirenti come prime case. O comunque da soggetti che non ne hanno titolo.

Facciamo un passo indietro. Tutto nasce da un articolo pubblicato sul Tirreno un anno fa: dopo varie richieste di chiarimento in consiglio, l'ex sindaco Lamberti aveva reso pubblico il contratto di compravendita di uno degli appartamenti di quella che dai livornesi è conosciuta come "stecca azzurra e verde". La lunga fila di case di servizio - di lusso, ma di servizio - costruite da Azimut in via Fagni. Questi appartamenti, realizzati a pochi metri dall'area dei bacini, sono nati per essere venduti e usati solo come foresterie per gli addetti ai lavori, ad esempio tecnici degli armatori, equipaggi, allievi della scuola nautica. Questo perché via Fagni deve fare da spartiacque tra l'area industriale-artigianale e Porta a Mare.

In quel contratto era stata definita la vendita a una livornese che aveva dichiarato di essere collaboratrice di una agenzia turistica che seguiva i croceristi e che poi si era rivolta al Comune chiedendo (ovviamente senza ottenerla) la residenza: trattandosi di un alloggio di servizio non ci sono, infatti, agevolazioni prima casa, le utenze costano di più e non si può prendere la residenza. Così sono scattati gli accertamenti dei vigili, che sono andati porta a porta per «verificare sul posto la posizione soggettiva degli acquirenti o occupanti, al fine di valutare il rispetto di quanto disposto dal permesso a costruire del 2005». Ed ecco i guai...(j.g.)

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