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Livorno

Delitto di via Masi: Hamdi accusato di omicidio volontario

Delitto di via Masi: Hamdi accusato di omicidio volontario

L’algerino avrebbe confessato il delitto a un altro detenuto e ci sarebbero tracce del dna di Hosni, trovato morto nell’ex deposito degli autobus a Livorno, sul coltello usato per il tentato omicidio di Veronica Franceschi

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LIVORNO. Omicidio volontario. Questa l'accusa della magistratura, notificata in carcere con un'ordinanza di custodia cautelare all'algerino Imed Hamdi, per la morte del tunisino Ismael Hosni, il cui cadavere era stato trovato nell'ex deposito degli autobus in via Masi. Il provvedimento è stato richiesto dal magistrato Luca Masini e firmato dal Gip Gioacchino Trovato.

La vicenda risale alla scorsa estate, quando Hamdi è stato arrestato per il tentato omicidio a colpi di coltello dell'ex fidanzata, Veronica Franceschi. Secondo gli inquirenti, sarebbero due i moventi che avrebbero spinto Hamdi a uccidere Hosni. Uno è passionale: l'algerino riteneva, infatti, che l'ex fidanzata avesse una relazione con il tunisino, circostanza che Franceschi ha sempre negato e su cui non sono emerse conferme nel corso delle indagini. Il secondo è legato al traffico di stupefacenti, visto che i due stranieri erano ritenuti rivali nella gestione di una parte del mercato locale della droga.

Le prove raccolte dalla magistratura nei confronti di Hamdi ruotano attorno a una "confessione" che quest'ultimo avrebbe reso a un compagno di cella e che sarebbe poi stata raccontata alle forze dell'ordine. In più ci sarebbero tracce del dna di Hosni sul coltello con il quale Hamdi ha provato a uccidere Veronica Franceschi e che è stato trovato in possesso dello stesso algerino al momento dell'arresto per il tentato omicidio della ex fidanzata.

Al magistrato, lo stesso Imed Hamdi ha ammesso di aver chiesto un incontro a Ismael Hosni nell'ex deposito di via Masi e che, mentre i due stavano parlando, sarebbe stata la stessa Veronica Franceschi ad accoltellare il tunisino. Il procuratore ha riferito che "la trentunenne (che nega l'accaduto) non è iscritta nel registro degli indagati ed è considerata, dalla magistratura, vittima di stalking e di tentato omicidio".

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di Redazione web