Gioco
Rossi: l’aeroporto di Pisa entri sulle banchine delle crociere
Il presidente della Regione dà la benedizione all’ipotesi dell’alleanza con la società dell’Authority «L’interporto? Faccia il suo vero mestiere, noi pagheremo la soluzione dell’intoppo ferroviario»
LIVORNO. «Non dovrei venirlo a dire a voi livornesi: smettiamola di aver paura del conflitto. In piazza i problemi senza aver troppo timore di accapigliarsi: e non per il gusto di farlo ma per trovare equilibri nuovi». Parola del governatore Enrico Rossi nel conclave Pd alla sede Svs in zona Picchianti. Eppure stavolta il presidente della Regione è il primo a non usare la durlindana che peraltro in passato non ha esitato a sguainare: anzi, è disposto perfino a spargere miele sui rapporti con il governo locale («caro sindaco, eccettuato forse il caso Province siamo sempre stati sulla stessa lunghezza d'onda») mettendo nel cassetto tutte le volte sul capoluogo sì ma anche su Concordia e Ikea il clangore delle spade si poteva ben sentire da lontano. Dietro tutto c'era il mugugno perché pioverà su Piombino una valanghissima di milioni un porto che inevitabilmente diventerà il concorrente numero uno di Livorno soprattutto sul fronte delle "autostrade del mare".
È proprio sul porto che batte la lingua di Rossi. Sulle crociere: «Ok l’idea di far entrare l’aeroporto di Pisa fra i soci della Porto di Livorno 2000», la società di Authority (72%) e Camera di commercio (28%) che gestisce lo scalo passeggeri. Sull'accoglienza dei turisti: «entro fine 2014» bisogna firmare l'accordo per togliere le due Fortezze (Nuova e Vecchia) dalle mani del Demanio, e «trovare i soldi per renderle fruibili»" (anche sperimentando il progetto di una “vetrina toscana” con cui, attraverso cibo doc e artigianato chic, la nostra regione si presenterà ai turisti in arrivo via mare). Sugli intoppi che bloccano i nuovi collegamenti ferroviari: 33 milioni di euro sono fermi perché Bruxelles sta verificando se rientrano fra gli aiuti di Stato («occhio che non abbiamo molto tempo, vanno rendicontati entro il 2015»). Sull'interporto: macché chiudere i cordoni della borsa, la Regione mira soprattutto a dare una prospettiva all'infrastruttura, perciò ben vengano gli interventi per farne un retroporto riservando i magazzini zona banchina alle merci con soste molto brevi («noi della Regione pagheremo lo scavalco ferroviario che evita l'intoppo al Calambrone e la società dell'Interporto farà i progetti ma tocca anche all'Authority accrescere il proprio ruolo»).
A più riprese insiste sul 2014 come anno decisivo, quasi da ultima frontiera: lo ripete perché ormai quest'anno è pressoché andato; perché è l'anno in cui lui stesso dovrà giocarsi tutto in vista delle elezioni regionali del 2015; perché è lì il miraggio della ripresa («gli anni peggiori li abbiamo alle spalle ma la ripresa non porterà subito occupazione»). Lo ribadisce anche per il porto: «Entro il prossimo anno bisogna vedere le draghe al lavoro e i binari da stendere in porto, ne va della credibilità di tutti noi». Metter la data vuol dare una sferzata, ma soprattutto è un invito (per ora senza polemiche) a evitare di incartarsi in beghe interne nel toto-candidato nel voto locale di primavera: «Per favore, non facciamo del periodo da qui alle elezioni una sorta di tempo sospeso in attesa del dopo». E aggiunge: «La crisi ci ha piegato ma non ci ha messo in ginocchio». Poi: «Di colpo la Regione ha perso il 25% della capacità di spesa, soprattutto nella sanità».
Già, perché Rossi non è tipo da mandarla a dire neanche al governo del premier pisano come lui. «Ma – rincara – se questa legge di stabilità non mi entusiasma per niente, non dimentico che abbiamo rischiato di non avere né governo né legge di stabilità. Allora sì che saremmo sprofondati nell'inferno dello spread».
Ecco che il governatore squaderna il capitolo sulla coesione sociale: 1) serve un "new deal", un forte intervento pubblico che crei lavoro; 2) è sulla rampa di lancio un pacchetto di misure anti-povertà fra microcredito a cassintegrati e esodati, prestito sociale e agevolazioni per famiglie numerose o con disabili («lo faremo chiamando a raccolta il volontariato, la Chiesa, l'associazionismo»); 3) bisogna far partire «entro il 2014» i lavori del nuovo ospedale, è un altro tassello nel forte rinnovamento della rete ospedaliera toscana («siamo l'unica regione ad averlo fatto»); 4) cogliendo al balzo l’intervento di Sergio Bini (Ordine architetti), annuncia incentivi sul tipo di quelli statali al 50-65% per ristrutturazioni e ottimizzazione energetica, perché «nelle banche il risparmio cresce e bisogna aiutarlo a uscire dai caveau».
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