Gioco
E sul Prg prove tecniche di coalizione
Lamberti manda messaggi al Pd. Ruggeri: niente lotte fratricide con Piombino
LIVORNO. Sarà anche un po’ spericolato il calcolo con cui l’Eurispes mette in collo al porto il 30% del Pil livornese, ma è di sicuro la nostra Fiat ed è giocoforza che ruotino attorno ad esso gli interventi dalla tribuna dell’incontro Pd con il governatore Rossi. A cominciare dal via con il capogruppo regionale Marco Ruggeri: 1) la co-decisione sul Prg portuale è arrivata a destinazione; 2) con la holding toscana degli aeroporti la Regione può fare la regista delle politiche per il turismo; 3) non può esistere una lotta fratricida fra i porti toscani (messaggio per Piombino?).
Sul Prg mette la bandierina anche il sindaco Cosimi: «Se non l’abbiamo varato prima non è perché deravano distratti: bisognava fare la quadratura del cerchio, forse qualche spigolo è rimasto ma è chiaro che non se ne esce se ciascuno non lascia sul tavolo un pezzetto».
Roberto Piccini (Porto 2000) si spende per la possibilità di una sinergia porto-aeroporto. Salta fuori che nella sua visione l’allargamento della compagine dei soci non è la stessa che ha Gallanti (di cui diamo conto in altra pagina): se Gallanti punta a un’asta, Piccini non fa mistero di guardare prioritariamente all’asse con Pisa («magari allargando fino alla Cina tramite voli il bacino di chi s’imbarca sulle love boat a Livorno»). È un aspetto che interessa anche Massimo Marini (Confesercenti), ma per un altro verso: «Chiediamoci sì come intercettare i milioni di turisti in arrivo via mare ma anche cosa offrire a quelli che sono in vacanza sul mare ma sulle nostre coste un po’ più a sud».
Vladimiro Mannocci (Rifondazione) non ci sta: è una balla questo “mantra” sulle crociere, non è vero che solo con il traffico passeggeri Livorno offra una ricaduta sull’economia toscana, basti pensare al polo delle cartiere lucchesi.
Sul porto si tessono anche le alleanze in vista del voto di primavera: non è un caso che intervengano Sel, Rifondazione e l’ex sindaco Lamberti. È proprio quest’ultimo a dirlo senza giri di parole: «Quel che si vota in consiglio è la base per le prossime elezioni». Ogni riferimento, già da subito, alla variante Prg per il porto non è affatto casuale. E se, pur smussando i toni, i vendoliani di Sel con Marco Mazzi non smettono di sottolineare i propri dubbi sul nuovo ospedale a Montenero (e soprattutto sulla sanità extraospedale), Lamberti che pure di quella battaglia è stato protagonista precisa: «Quel referendum l’ho perso, i livornesi hanno deciso di farlo lì e allora andiamo avanti».
Del resto, Ruggeri aveva ribadito: «Con una gara da 260 milioni di euro in atto è un suicidio pensare di farla saltare: significa contenziosi kolossal e penali monstre».
Anche Marco Valtriani (Cna) batte il tasto del nuovo ospedale: anziché «parlare del passato» (come la guerra legale sull’aggiudicazione del maxi-appalto), vuol «aprire la discussione sul futuro». Su un doppio binario: da un lato, capire quel che si farà dell’ospedale attuale di viale Alfieri; dall’altro, creare«una filiera importante sui rifiuti».
Maurizio Strazzullo (Cgil) ricorda che in mezzo alla crisi c’è pure qualcosa che si muove: alla Magna sono rientrati gli esuberi, la Pierburg regge, la Wass fa siluri «ma anche ricerca», c’è stata «capacità di rispondere» alla Masol. Ma lascia una sottolineatura a sé per i bacini: «Chi è in condizione di decidere lo faccia, altrimenti non si fa né questo né quello».(m.z.)
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