Il Tirreno

Livorno

Nasce #BuongiornoLivorno Prove di un fronte extra Pd

di Juna Goti
Nasce #BuongiornoLivorno Prove di un fronte extra Pd

Da oggi in rete la raccolta di idee che tra un mese sfocerà in un forum al Dessé Guercio: «C’è voglia di un’altra politica, anche nelle intercapedini dei partiti...»

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LIVORNO. Chiamatele pure prove tecniche di costruzione di un fronte a sinistra. Forse non solo a sinistra, se è vero che dietro c'è anche qualche democratico deluso, insieme a pezzi di Sel, di associazioni come l'Arci, di movimenti cittadini, brandelli di liste civiche e professionisti. Si chiama "Buongiorno Livorno". O meglio: #BuongiornoLivorno. È l'iniziativa che parte stamani sul web (Fb, Twitter e un sito ad hoc) e che sfocerà il 18 novembre in un forum al Kino Dessé. Il primo a metterci la faccia è Marco Guercio (nella foto ), avvocato noto in città, volto intorno al quale si sono radunate parecchie aspettative guardando al voto che in primavera deciderà il sindaco.

Guercio, che negli ultimi giorni si sposta spesso da Livorno a Roma, la prende larga. Dal governo delle larghe intese che dopo la fiducia a Letta «non è più un'urgenza, ma un'alleanza tra Pd e Pdl». «È preoccupante – dice – che nelle discussioni aperte in città questo elemento sia scomparso come se non avesse significato politico. Allo stesso tempo nei circoli, nei bar, per strada si respira disorientamento. Perché per molti, penso ai moderati che magari hanno aderito al Pd più contro Berlusconi che per il Pd, è destabilizzante. È un problema che dobbiamo affrontare: potrebbe incidere sulle future alleanze per le amministrative».

Lei è iscritto a Sel: pensa che Sel starà nell’alleanza col Pd? Farà le primarie?

«Non lo posso sapere. Per Sel è in corso un congresso e partendo dai territori sarà decisa una linea che, credo, non potrà non tenere conto di quello che è successo a livello nazionale, guardando agli interessi generali».

Vuole candidarsi?

«Io non mi sono mai candidato a niente. Ci sono state varie realtà che, onorandomi, hanno fatto il mio nome. Che non nasce da stanze di partito o da sotterfugi. Nasce da un lavoro, da un modo di fare. Comunque non credo sia il momento di fare il toto nomi».

Ok, ma lei parteciperebbe o no alle primarie?

«Io sono un iscritto a Sel. Intanto bisogna capire se Sel vuole farle. Certo non le farei senza Sel. E di sicuro, nel caso in cui il partito le valutasse opportune, rispetterei la decisione di tutti ma non ci metterei la faccia, perché credo che in quel contesto difficilmente si potrà rispondere alla forte domanda di cambiamento e di discontinuità che per chiunque cammini per le strade di queste città è chiara».

Cosa c'è per strada a Livorno?

«Intanto c'è tanta politica, nel senso nobile del termine. C'è anche nelle intercapedini della politica ufficiale. Non solo, come si può pensare, nelle aree che si collocano per scelta fuori. Penso anche a chi lavora nei partiti, che ha passione ma trova un ostacolo nel fatto che sono ingessati in discussioni che non hanno come obiettivo quello di risolvere i problemi. Guardi, non è per incapacità: è più per una degenerazione delle strutture-partito. Molti dei protagonisti delle discussioni politiche quotidiane individualmente sono persone validissime, capaci. Ma quando entrano nel dibattito che è legato a una posizione interna al partito si ingessano».

È questo che vede nel congresso del Pd livornese?

«Il dibattito nel Pd, che rispetto moltissimo come rispetto il dibattito interno a tutti i partiti, anche al Movimento 5 Stelle, pone degli interrogativi. Da fuori si ha la sensazione che nel partito non vogliano sbilanciarsi, per capire prima dove porteranno le dinamiche nazionali e non perdere qualche treno. È preoccupante, perché la discussione nel partito di maggioranza relativa di questa città dovrebbe parlare solo di soluzioni ai problemi».

C'è un'altra città che si sta organizzando?

«C'è un'altra città che sta gettando le basi per far vivere un dibattito che guardi alle soluzioni. Perché vive, legge e vede questa crisi senza precedenti che non può essere affrontata con gli strumenti tradizionali. Ha bisogno di un nuovo impulso. Anche nel metodo. Io sono interessato a un'operazione che nasce oggi, che mi ha coinvolto e che mi affascina perché ha tutte le caratteristiche per aiutare la politica e coinvolgere i cittadini».

Come in concreto?

«L'operazione si chiama #BuongionoLivorno. Si troverà da oggi sui social network: Twitter, Fb, iwww.buongiornolivorno.it. È un contenitore, si partecipa riempiendolo con idee, progetti, una frase, una foto. Buongiorno Livorno è un'occasione per tutti, al di là delle provenienze, delle tessere. Una discussione senza steccati che porterà a un forum al Kino Dessé il 18 novembre, con diretta streaming. Nel sito c'è un countdown da qui al forum: un tempo che fa capire che c'è un'urgenza di partecipazione, di discontinuità. L'urgenza di cominciare a dare un contributo in prima persona. Perché forse la politica in questa città è stata lasciata un po’ sola. Il forum è solo un forum, non è un progetto politico».

Non prendiamoci in giro, è un progetto politico eccome.

«Se ci sarà un progetto politico è perché quel forum deciderà che c'è la necessità di attivarlo. Deciderà in quali forme, dentro quali contesti».

Cercate di mettere insieme i mezzi dei grillini e qualche intenzione dei democratici?

«Se guardiamo alle ultime elezioni ci sono metodi che hanno dimostrato efficacia. L’esperienza di M5S è stata interessante: ha riempito un vuoto dettato dalla convinzione che “tanto la politica la fanno in 50, non ci puoi fare niente”. Ecco, l'obiettivo è superare questa diffidenza. Con i contenuti tradizionali della politica che riforma: tutelare le minoranze, aiutare l'economia a offrire un lavoro buono e stabile, fare sì che gli ospedali funzionino, che l'aria sia respirabile, un porto che invece di aspettare cresca».

Lei però sta parlando da candidato...

«Io in questa fase non sono candidato a niente. Sono interessato a esperienze che facciano fare un passo avanti a una discussione che è stagnante. Il bollettino quotidiano dei movimenti interni ai congressi avvilisce le centinaia di persone che hanno perso il lavoro. Non per causa, ma anche per l'assenza di una politica che abbia saputo progettarlo, il lavoro. Nessuno ora può sottrarsi, a prescindere dalla tessera che ha in tasca, a un dibattito aperto sui problemi della città. Poi è chiaro, può succedere di tutto. Vediamo cosa accadrà in questi 30 giorni di politica. Buongiorno Livorno: spero un giorno nuovo per una Livorno che ne ha un disperato bisogno»

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