Sicurezza
Modì, marcia indietro del Comune
Dopo le critiche dei consiglieri, le false teste non saranno esposte a Villa Trossi Uberti
LIVORNO. «Stiamo valutando una location più adatta e più vicina al centro, al flusso dei turisti, sulla base dell’input dato dal sindaco e dopo le critiche e le sollecitazioni arrivate dai consiglieri comunali». Tradotto: le tre false di Modì, ripescate trent’anni fa dai fossi, non saranno esposte a Villa Trossi Uberti. Lo lascia intendere l’assessore alle culture, Mario Tredici, dopo le contestazioni che sono piovute nelle ultime settimane sulla sede scelta dal Comune per la prima mostra permanente dei tre volti che misero in crisi il mondo dell’arte e della critica.«Nei dibattiti in commissione e in consiglio – riprende Tredici – non sono state sollevate obiezioni rispetto all’idea di esporre le teste». Un’operazione, ripete, «nata in chiave turistica, tant’è che gli stessi operatori del settore hanno messo subito a disposizione 20mila euro della tassa di soggiorno». E «culturale, perché ci permette di raccontare una storia mirabolante, che ha segnato la fallibilità della critica d’arte. Sarà l’occasione per dare vita a un dibattito sul rapporto tra vero e falso». Ma nel confronto sono emersi molti dubbi su Villa Trossi, ritenuta troppo lontana dal centro e dai turistici. «Anch’io – si affretta a dire Tredici – avevo parlato di location provvisoria». Sui locali che accoglieranno in primavera le teste non aggiunge altro. Anche perché dopodomani è previsto un dibattito in consiglio. Al sindaco però non piace l’idea di metterle in un museo. E si sa che le attenzioni si stanno concentrando sui Bottini dell’Olio e sulla Fortezza Vecchia.
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