Gioco
Agguato a Gonnelli Chieste condanne a 42 anni di carcere
Le accuse del pm vanno dalla rapina al tentato omicidio Quattro dei cinque imputati hanno chiesto l’abbreviato
LIVORNO. Quarantadue anni di carcere per il tentato omicidio ai danni di Simone Gonnelli, 45 anni, l’imprenditore proprietario della discoteca “Precisamente a Calafuria” aggredito e ridotto in fin di vita la notte del 28 luglio 2012 mentre tornava a casa dopo una serata passata nel suo locale.
È quanto ha chiesto al giudice per l’udienza preliminare Gioacchino Trovato il pubblico ministero Massimo Mannucci dopo che quattro dei cinque indagati hanno chiesto di essere giudicati con il giudizio abbreviato che consentirà uno sconto di pena di un terzo.
Il magistrato ha chiesto 20 anni di carcere per Saverio Barbera, 45 anni, che per sua stessa ammissione sarebbe la persona che la notte dell’aggressione sparò all’imprenditore con una pistola calibro nove dopo che quest’ultimo era riuscito a disarmare uno dei due aggressori. Il pm ha invece chiesto 14 anni per Angelo Chiarezza, 52, che secondo la ricostruzione della squadra mobile, avrebbe avuto un ruolo fondamentale nell’organizzazione della rapina. Il cinquantadueenne, infatti, sarebbe stato il punto di contatto tra la banda e Gonnelli. Qualche mese prima dell’agguato Chiarenza ha cercato di vendere alcuni elettrodomestici all’imprenditore ma alcuni di questi, in particolare un fabbricatore del ghiaccio, era difettoso e dunque Gonnelli non pagò il debito nonostante le pressioni.
Sarebbe nata da questa frizione l’idea di rapinare l’ex cestista. La polizia ricostruendo i movimenti dei cellulari degli indagati, durante le indagini ha scoperto che la banda qualche giorno prima dell’aggressione aveva seguito Gonnelli fino a casa per poi fare marcia indietro. «Il loro obiettivo era l’incasso del fine settimana», è la certezza degli inquirenti. Invece gli aggressori riuscirono a fuggire con pochi soldi, l’iphone e un tablet.
Quella sera - secondo l’accusa - in via del Glicine c’era anche Antonino Tropea detto “Ninu u Picciriddu”, per lui che ha detto di aver svolto il ruolo di palo il magistrato ha chiesto 6 anni e 8 mesi mentre è di 2 anni e 8 mesi la richiesta di pena nei confronti di Vincenzo Cristaldi che non è implicato nel tentato omicidio ma in un episodio di minacce. Andrà invece al dibattiment Giuseppe Chiareza, 28 anni, figlio di Angelo. La sentenza è prevista per la settimana prossima.
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