Il Tirreno

Livorno

Parco Maurogordato scomparsa la catena della discordia

di Andreas Quirici
Parco Maurogordato scomparsa la catena della discordia

Storia infinita a colpi di lucchetti chiusi e tagliati tra privati: i proprietari del terreno adiacente e quelli di sette villette

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LIVORNO. C’è una storia che si sviluppa davanti all’ingresso del parco Maurogordato che potrebbe avere sviluppi infiniti. È una vicenda che può essere definita, per semplificare, come “bega di condominio”, ma che coinvolge il parco pubblico e numerosi cittadini che lo scelgono per trascorrere qualche ora nel verde, magari insieme ai loro cani. La storia ha una catena come simbolo di un contenzioso tra il proprietario della presella di terreno che dà l’accesso al parco e il costruttore che ha realizzato un complesso edilizio con sette villette a cui si accede da un cancello che si affaccia proprio sulla stessa presella che, come stabilito dal tribunale, è di proprietà privata. Da circa due settimane è comparsa la catena che chiude l’accesso alle auto, sia per chi parcheggia a ridosso dell’ingresso al Maurogordato che per gli abitanti delle villette. Una catena tagliata più volte e sempre rimessa al suo posto dai proprietari della presella e che è stata tagliata di nuovo due giorni fa. Ma che oggi, assicura Vittorio Domenici, che gestisce gli interessi dei proprietari della presella, «sarà rimessa al suo posto per l’ultima volta».

Il passo successivo. Un contenzioso infinito, perché Domenici parla dell’intenzione di effettuare lavori davanti al cancello del complesso residenziale, chiudendo il passaggio ai residenti, ma lasciando libero quello per i frequentatori del parco pubblico. «Ci siamo stancati di dover rimettere la catena al suo posto ogni due giorni. A volte l’ho tagliata io stesso, perché dovevano passare mezzi, ma qualcuno aveva chiuso i lucchetti con il silicone. Questa, però, è l’ultima volta - assicura - perché il passo successivo sarà quello di ostruire in qualche modo l’accesso alla zona delle villette».

La storia vista dalla... presella «Questa vicenda per noi è molto chiara. Quarant’anni fa, vennero acquistati i terreni dalla cappella di Villa di Monterotondo all’ingresso al parco - riprende Domenici - La presella davanti al parco prevedeva l’accesso al Maurogordato. Stop. Quello che è venuto dopo non ci riguarda. L’accesso al complesso residenziale avviene proprio da questa presella, ma ai proprietari nessuno ha mai chiesto il permesso o pagato qualcosa per il transito e i lavori delle varie condutture che sono stati effettuati per costruire il complesso residenziale».

E il punto di vista dei residenti. «Paghiamo il passo carrabile dal 2003 - raccontano gli abitanti del complesso residenziale - e non crediamo sia giusto subire una situazione di questo tipo. Dobbiamo lasciare le auto sulla strada, intralciando il traffico e non potendo utilizzare i nostri garage. È paradossale e non siamo nel torto, visto che abbiamo comprato regolarmente le nostre proprietà, ottenendo anche la concessione per il passo carrabile».

Chiusi dentro e fuori. In questi giorni si sono verificate situazioni anomale. Dentro al parco Maurogordato c’è una sezione delle Guardie ambientali volontarie (Gav), al cui comando provinciale (e alla Provincia di Livorno, proprietaria del parco) Domenici dice di aver consegnato le chiavi per aprire la catena. Ma queste chiavi non sono fisicamente negli uffici del Maurogordato. Così una pattuglia non è potuta entrare in servizio, non potendo prendere in carico i mezzi parcheggiati all’interno del parco. Così come alcuni addetti comunali alla manutenzione della stessa area a verde sono rimasti dentro, perché poco dopo il loro ingresso era stata montata la catena. Ora è stata tagliata, ma fra poche ore potrebbe tornare al suo posto per un nuovo inizio della storia davvero infinita.

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