La protesta
Gas per le sedi comunali, Estra ha vinto l’appalto
Non c’è più il cordone ombelicale con l’ex municipalizzata Asa Trade che alla fine del marzo scorso è stata venduta al gigante Eni
LIVORNO. L'ha spuntata Estra Energie, l'ex municipalizzata di Prato alleata con le consorelle di Siena e Arezzo, nel bando per «l'affidamento della somministrazione di gas naturale e dei servizi connessi per i comuni di Livorno e di Collesalvetti». È un appalto con base d'asta 950mila euro, 850mila dei quali per Livorno e il resto per Colle: il sito web del Comune ne annuncia la preaggiudicazione provvisoria «con il ribasso del 4,5001%» dopo la gara on-line che si è svolta martedì scorso facendo riferimento agli standard di prezzo di Consip, la centrale di committenza nazionale nata dalla costola del ministero dell'economia.
Si tratta di una sfilza di utente elencate in dettaglio nel bando di gara: una sfilza di scuole e asili, i centri civici circoscrizionali, le biblioteche, strutture sociali come Villa Serena e istituto Pascoli, i centri handicap o i centri accoglienza, il mercato centrale e gli uffici giudiziari (per quanto riguarda Livorno) più municipio, scuole, impianti sportivi, centro civico di Stagno, Misericordia di Vicarello, Svs Colle e magazzini comunali (per quanto riguarda Colle). Con consumi che, nel corso dell’ultimo anno, sono stati nell’ordine del milione e mezzo di metri cubi (1,37 milioni relativamente alle sedi nel territorio di Livorno, poco meno di 150mila riguardo a quelle nel Comune di Collesalvetti).
Fa il paio con l'altra gara che si è svolta all'inizio dell'estate per il lotto di enti pubblici raggruppati nel Consorzio Energia Toscana sotto la regia della Regione: in quel caso è stata Edison Energia ad aggiudicarsi la gara per la fornitura a una vasta gamma di realtà pubbliche, ad eccezione però dei municipi di Livorno e Collesalvetti.
Come si vede, nell'uno come nell'altro caso è rimasta tagliata fuori Asa Trade. Ha mantenuto lo stesso quartier generale (via del Gazometro) e ha conservato lo stesso nome (Asa Trade, ma con logo un po' diverso da quello degli scorsi anni) ma dal 25 marzo di quest’anno è cambiata la proprietà: non è più l'ex municipalizzata livornese in tandem con Genova-Torino. L'ha comprata l'Eni, il colosso multinazionale italiano del cane a sei zampe.
Dal nuovo stato maggiore di Asa Trade non filtra nessun tipo di reazione, ma è intuibile che accadrà quel che è avvenuto nelle altre zone dove Eni si è insediata già da tempo: a Firenze e a Pisa prima ha fuso le società (Fiorentina Gas e Ages) mantenendo gli enti locali nella compagine soci, poi ha acquisito il 100% e l'ha trasformata in Toscana Energia, infine ha assorbito tutto direttamente con la denominazione Eni. Cambia anche il rapporto: si tratta di una azienda che opera con criteri privati e punta più a cercare gli indici di profitto che a aumentare i volumi venduti.
È forse il segno più eloquente del mutamento strutturale che ha interessato la società livornese del gas. Vale un po' come riprova del fatto che è saltato il cordone ombelicale fra gli enti locali e l'azienda pubblica del territorio (che infatti non è più pubblica e semmai opera con criteri privatistici).
Non è un segreto che gli enti locali pagano con ritardo. Per Estra, che ha ottenuto anche la fornitura dell'interporto di Guasticce, la "conquista" di un appalto del genere è invece un passo in avanti, diciamo così, in “trasferta”, su un mercato che è ancora egemonizzato dall’ex monopolista Asa Trade e ha Enel Energia come secondo operatore. Ma è sempre più frammentato nel puzzle dei differenti soggetti del settore che si danno battaglia sul mercato liberalizzato del gas.
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