Sicurezza
Camera di commercio, la Confesercenti si smarca
Chiede lo stop della battaglia campale per il toto-presidente fra Nardi e Costalli «Basta col valzer di nomi, meglio parlare di progetti al di là degli apparentamenti»
LIVORNO. Rischia di diventare un problema lo scontro frontale che sta spaccando in due il nuovo consiglio della Camera di commercio. A dirlo senza se e senza ma è la Confesercenti, che pure figura nell’apparentamento guidato da Cna e Lega Coop che si dice punti a far scendere in campo un big come Sergio Costalli, 61 anni, vicepresidente di Unicoop Tirreno e nel team di vertice di Igd (l’immobiliare delle Coop), Fondiaria-Sai e soprattutto Unipol sia banca che finanziaria-capogruppo.
Cosa dice la Confesercenti? Proprio perché la Camera di commercio ha un ruolo fondamentale nella rappresentanza del sistema imprenditoriale e nel raccordo con le istituzioni locali, guai se tutto si riduce al valzer dei nomi: si rischia di «ridurre questa importante carica istituzionale, a semplice tassello nel risiko delle nomine presenti e future che dovranno essere fatte sia a Livorno che nel resto del territorio». E giù una precisazione («non siamo interessati a questo gioco») che sarà destinata a pesare, anche perché la Confesercenti ha 4 posti in consiglio: per i quali ha annunciato la nomina di Anna Landini (presidente provinciale), Alessandro Ciapini (direttore provinciale), Matteo Valori (presidente provinciale Assocamping) e Massimo Marini (responsabile area sindacale).
E ancora: «Non siamo aprioristicamente favorevoli o contrari a nessuno». Infine, se non fosse chiaro: no a candidature «senza che prima si sia intrapreso un percorso programmatico condiviso, possibilmente unitario, capace di guardare oltre i cosiddetti "apparentamenti"». Difficile evitare di leggerlo come una voglia di chiamarsi fuori da questa contrapposizione fra due fronti in cui ciascuno si mette l’elmetto del proprio schieramento. Di più:«Siamo infatti molto interessati ad avviare un ragionamento unitario sul futuro economico di Livorno e della provincia». Tradotto: stop alle guerre di religione sui nomi, discutiamo di programmi.
Non è tutto: anche l’altra organizzazione dei commercianti, la Confcommercio (che ha 6 seggi), sul fronte opposto evita anch’essa di lanciare proclami. Certo, ancora i nomi non sono ufficialmente in campo ma lo saranno nel giro di poche ore. Anzi, di pochi giorni...
Già, perché nel guazzabuglio ha messo la coda anche un doppio intoppo procedurale, che impiastra ulteriormente il campo. In precedenza, era stato un fraintendimento in campo sindacale a fare la frittata: Cgil, Cisl e Uil hanno a disposizione un nome ma l’hanno fatto fuori tempo massimo, un po’ perché forse pensavano di dover aspettare una comunicazione che li interpellasse formalmente, un po’ perché inizialmente era stato detto che il seggio toccava alla Uil e poi invece è andato alla Cgil (che avrebbe designato il proprio leader Strazzullo, sembra non senza qualche mal di pancia in casa Cisl). Si recupererà ma intanto il consiglio è ora composto di 27 e il 28° c onsigliere arriverà solo quando sarà completato questo passaggio extra, non si sa se in tempo per incidere sull’elezione del presidente.
Non basta: le associazioni devono fornire i nomi entro lunedì ma pare che il diavolo delle e-mail ci abbia messo lo zampino e qualche guaio nella posta certificata della Regione avrebbe impedito la notifica a una serie di organizzazioni, poi ripetuta con la vecchia raccomandata. Risultato: fonti non ufficiali riferiscono che qualche nominativo salterà fuori entro giovedì 24.
E quello di Roberto Nardi salterà fuori? La Cna, l’organizzazione degli artigiani di cui è stato a lungo leader provinciale, gli ha dato il benservito. Ma per essere eleggibile come presidente dev’essere nominato in consiglio: e se la Cna non lo farà, chi potrebbe designarlo?
Il gossip politico riferisce di un duro fuoco di sbarramento anti-Nardi da parte di Cna. L’associazione degli artigiani ha avuto di recente un aspro scontro con la Confindustria: dunque, inutile dire che la prima ipotesi indica Nardi come papabile di marca confindustriale. Chissà che non scenda in campo con la maglietta di altri settori economici.
Mauro Zucchelli
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