Il Tirreno

Livorno

Ragazzi a bordo, invertire la rotta si può

di Roberto Riu
Ragazzi a bordo, invertire la rotta si può

Il progetto di recupero per giovani in difficoltà attraverso la vela compie 3 anni. Ecco i nuovi obiettivi

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LIVORNO. “Invertiamo la rotta” compie tre anni e si rilancia: è tempo di bilanci, infatti, per il progetto triennale interregionale per minori a rischio, promosso dall’associazione genovese Matti per la Vela Onlus, in collaborazione dal 2010 con i servizi sociali del Comune di Livorno, e al quale hanno partecipato 13 ragazzi livornesi, ma anche di guardare al futuro visto che si sta perfezionando l'attivazione di un nuovo percorso.

«L’uscita in barca è stata un’esperienza di socializzazione, ha rappresentato un nuovo modo di stare insieme, valorizzando i percorsi di autonomia - ha spiegato la dirigente servizi sociali del Comune Senia Bacci Graziani - Ci è sembrato che anche un singolo evento, una singola uscita in barca, possa funzionare su ragazzi particolarmente difficili, come veicolo di motivazione a riprendere progetti educativi personali».

L'attività, interamente finanziata da “Matti per la Vela Onlus” e dai suoi sostenitori, a partire dalla Fondazione De Agostini, ha portato i ragazzi a 18 uscite in mare propedeutiche, con 23 giornate di navigazione d'altura, 5 sessioni di manutenzione della barca ed esplorazione delle professioni della nautica.

Poi all'esperienza di assistenza di regata per i 4 giorni dell'ultimo Gran Premio d'Italia Mini 6.50 attraverso l'Arcipelago toscano, la partecipazione alla veleggiata solidale Marelibera-Uvs in concomitanza col Tan 2013 e una visita con navigazione a bordo del Clipper Ranstaad.

In parallelo ci sono stati due inserimenti in borse lavoro con tutoraggio e relative verifiche con i datori di lavoro, mentre per i partecipanti “senior”, quattro corsi per patente nautica in collaborazione con la Lega navale e lo Yacht club.

«È stata un’avventura intensa che stiamo ancora rielaborando - spiegano i responsabili - ma siamo pronti a rinnovare la scommessa alzando la posta, forti del sostegno delle tantissime persone, enti e associazioni che l'hanno resa possibile». Infine un appello: «Magari qualcuno ha un posto barca o un’imbarcazione che non usa o la usa poco e non lo sappiamo, oppure potrebbe inserire i ragazzi in attività di rimessaggio o ancora in corsi per esempio per bagnini o per altre attività didattico-formative che potrebbero essere preziose per loro senza costi aggiuntivi per nessuno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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