Gioco
Più trasparenza nelle società per contrastare la mafia
LIVORNO. Un protocollo di legalità con cui prevenire e, quindi, contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nel sistema economico. Un documento per garantire tutela e sicurezza a chi...
LIVORNO. Un protocollo di legalità con cui prevenire e, quindi, contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nel sistema economico. Un documento per garantire tutela e sicurezza a chi opera nel mondo delle imprese, utilizzando particolari strumenti informatici con cui monitorare il flusso di informazioni che circola tra imprese, aziende e pubblica amministrazione.
Un atto che, già stipulato a livello centrale tra il ministero dell’Interno e Unioncamere (camere di commercio d'Italia), è stato sottoscritto – ieri mattina in Prefettura – dalla prefetta Tiziana Costantino e dal presidente della Camera di Commercio Roberto Nardi, alla presenza del questore Marcello Cardona. C’erano anche di alcune autorità militari: il comandante provinciale dei Carabinieri Massimiliano Della Gala, il comandante provinciale della Guardia di Finanza Fabio Massimo Mendella e dal rappresentante del centro operativo della Dia (direzione investigativa antimafia) di Firenze Pasqualino Pirozzi. «Obiettivo principale di questo documento – spiega la prefetta Costantino – è quello di collegare la legalità al sistema dell'economia: due ambiti che non possono rimanere separati». E aggiunge: «Si tratta di un documento con cui vogliamo agire preventivamente. In provincia di Livorno non ci sono casi conclamati di infiltrazione mafiosa nei rapporti economici ma, come qualsiasi altra città del nord o del centro Italia, potrebbe non essere immune da questo pericolo. Soprattutto perché Livorno è interessata da una importante attività commerciale legata, essenzialmente, alla presenza del porto. Il sistema agisce verificando i soggetti con cui la pubblica amministrazione intraprende rapporti economici». «Ogni impresa esistente – spiega Roberto Nardi – si iscrive al registro delle imprese: nel sistema circola una quantità enorme di dati e può capitare, talvolta, che nel flusso alcuni soggetti si dotino di prestanome o di rapporti non leciti. Con i nostri strumenti vogliamo rendere trasparenti i rapporti tra le varie società». Gli strumenti a cui fa riferimento Nardi riguardano le tecnologie informatiche di visualizzazione denominate “Re.visual” e “Ri.build” che «agiscono – prosegue Nardi – come mappatura automatizzata dei rapporti che legano le imprese, garantendo la possibilità di incrociare i codici fiscali di persone fisiche e le partite iva di società. Occorre combattere il sistema corruttivo che, spesso, agisce non solo tra privato e pubblico, ma anche tra privati».
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