Sicurezza
Picchiata e segregata in casa per 4 anni
Vittima una diciassettenne a causa della matrigna. La ragazza è riuscita a scappare di casa dopo una lite fra i suoi
LIVORNO. La vita è fatta di momenti di rottura, scrive lo scrittore svedese di polizieschi Henning Mankell. Ed è importante saperne approfittare per dare una svolta alla propria esistenza. È quello che ha fatto una ragazzina di 17 anni, vittima di angherie in famiglia, dimostrando un coraggio non comune. Violenze incessanti e continuate nel tempo, consumate tra le mura domestiche. L’adolescente ha approfittato di una lite tra il babbo e la sua compagna per scappare dall’inferno di casa. E per rivolgersi al pronto soccorso, dove ha trovato assistenza e conforto. La stessa giovane ha denunciato di esser stata picchiata e sottomessa per anni dalla matrigna. E di essere scappata di casa per uscire finalmente dall’incubo. Una storia molto particolare su cui sono corso accertamenti della polizia. In base a quanto appreso, la 17enne vive in città col padre (di origini slave) e con la matrigna, una donna che viene dalla Romania e che da anni vive con loro, insieme agli altri suoi figli.
La fuga da casa è avvenuta martedì quando l’adolescente, dopo tante sofferenze, ha trovato modo e forza di fuggire. Un’impresa in cui la ragazza è stata aiutata da una zia, che si è presentata con lei al pronto soccorso. Poco prima della fuga, la matrigna aveva buttato fuori di casa il suo compagno, babbo dell’adolescente, dopo l’ennesima lite in famiglia. Un alterco così acceso che qualcuno aveva chiamato la polizia.
E a quel punto la vittima ha approfittato della situazione di confusione per scappare. Agli agenti ha raccontato le sue sofferenze, legate a violenze continue. Al momento dell’intervento, la ragazza era piena di graffi e piccole ferite. Sfogandosi con polizia e assistenti sociali, ha spiegato di essere vittima di botte e violenze soprattutto psicologiche, subite per quattro lunghi anni. «Non mi hanno fatto studiare oltre la terza media - ha denunciato - non mi hanno mai fatto fare niente: nessuna uscita né sport nè vita sociale». Segregata in casa a pulire, senza poter uscire, e preda di “punizioni” ogni qual volta se ne presentava l’occasione.
Il caso è stato subito affidato ai medici che hanno visitato la ragazza e poi l’hanno inserita nel percorso rosa dell’Asl 6 riservato alle donne vittime di violenze e molestie. Ora la giovane è al sicuro in una struttura protetta.
Specialisti e forze dell’ordine hanno preso in carico il caso. I servizi sociali conoscevano già la famiglia per la situazione di degrado in cui si trovava. E ora la squadra mobile è al lavoro per ricostruire la storia, nel più assoluto riserbo delle indagini. La ragazzina è stata ascoltata dagli investigatori e sarà di nuovo interrogata nei prossimi giorni. La sua testimonianza è fondamentale per risalire alle responsabilità: sotto accusa sarebbe la matrigna.
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