Gioco
La Uisp di Livorno in “liquidazione”
Spia rossa nei bilanci: lo storico comitato si fonde con quello di Cecina e trasferisce la sede in un fondo a Sant’Andrea
LIVORNO. «Nel 1948 presi la tessera della Uisp come dirigente della società sportiva Gs Collinaia, consegnatami dal primo presidente del comitato di Livorno, Menotti Grechi: portava il numero 0380. Da quella data non ho mai lasciato la Uisp...». Questa bella testimonianza, pubblicata sul sito dell’Unione italiana sport per tutti, porta la firma di Alfio Bartoli, volto storico del mondo del volontariato sportivo, consacrato presidente onorario dell’associazione dilettantistica. Poche parole che raccontano cosa ha rappresentato per la Livorno sportiva un’associazione che oggi conta oltre 7mila iscritti, 120 società affiliate, una decina di leghe, dal calcio all’atletica. Chiariamolo subito: la Uisp non sparirà dalla città. Ma lo storico comitato di Livorno, per come lo hanno conosciuto sportivi e dirigenti fino a oggi, non esisterà più. Causa una situazione finanziaria delicatissima, si è fuso con la Uisp di Cecina nel “Comitato delle terre Etrusco-Labroniche”. E l’ormai “delegazione livornese” ha lasciato la palazzina di Shangai per trasferirsi in un fondo in via Sant’Andrea.
«La nostra spending review»
È lo stesso presidente Michele Barzagli a confermare le voci che in città si rincorrevano da giorni dopo la convocazione, a una a una, delle leghe. «Quando sono arrivato nel 2006 – sostiene – ho trovato una situazione finanziaria drammatica, con oltre 200mila euro di debiti». Situazione che, dice, «abbiamo risolto circa un anno e mezzo fa con una politica di incremento delle attività e dei tesserati (siamo arrivati a 8mila) e di riduzione delle spese: anche la nostra organizzazione non è stata indenne alla Spending Review».
Il pasticcio di Collinaia
Nel frattempo, però, si sarebbero presentati due problemi. Nuova riduzione dei tesserati (oggi sono circa 7200) dovuta anche «alle difficoltà che attraversano famiglie, enti e quindi società sportive». E un’operazione-nuova sede che ha portato l’associazione a gettare via migliaia di euro. Perché? Nel 2007 la Uisp ha lasciato San Marco per trasferirsi in una palazzina di Casalp a Shangai. Ma le spese, tra affitto e bollette, erano troppo alte, «così abbiamo messo in piedi un’iniziativa per una nuova sede». L’idea era di spostare tutto nel vecchio Fuoricentro, accanto all’ex Spica, in Collinaia: oltre 300metri di proprietà della Liri (società del Comune presieduta da Martorano), dove i vertici Uisp pensavano di ricavare anche una palestra per ridurre le spese e incassare qualcosa. Si sa che per l’operazione, un anno fa, il comitato ha ottenuto dalle banche un prestito di circa 60mila euro. «Abbiamo contattato le ditte e speso i primi 20mila euro per cartongesso e impiantistica – conferma Barzagli – ma poi...». Poi è saltato tutto. Il presidente non scende nei dettagli. Lascia intendere solo che gli accordi sulle spese sarebbero sfumati, con problemi di permessi e di destinazione d’uso della struttura: «opificio», dice.
La crisi
La Uisp si sarebbe così trovata a dover restituire una somma in parte già spesa, alla quale andrebbero aggiunti – come un cane che si morde la coda – i crediti che vanterebbe nei confronti di alcune società sportive in ritardo con i pagamenti. La cifra complessiva non è chiara: i dirigenti parlano di un rosso di oltre 80mila euro. Fatto sta che dopo il congresso di inizio anno, in primavera Barzagli ha portato i libri a Firenze e rimesso il suo mandato nelle mani della Uisp regionale. E poi?
Un comitato “di area vasta”
«Il nostro si è rivelato un comitato vecchio come struttura e organizzazione – dice – A Firenze non sono state riscontrate responsabilità personali, ma superficialità nell’amministrazione finanziaria». «Lo stesso congresso fatto a inizio anno – riprende – ci ha dato mandato di verificare se ci fosse la possibilità di un accorpamento: operazione nella quale la Uisp regionale ha avuto un ruolo fondamentale». A fine agosto Cecina e Livorno si sono così unite nel “Comitato delle terre etrusco - Labroniche”. La sede legale è a Cecina, dove la Uisp ha un edificio di proprietà. Presidente resta il numero uno cecinese, Roberto Bertani. All’unica dipendente livornese si è aggiunto un addetto che si occuperà solo di amministrazione. Il comitato ha un consiglio dove «siamo rappresentati tutti» e una direzione con tre delegati del territorio. Compreso Barzagli, che oggi, chiarisce, è allo stesso tempo capo delegazione di Livorno e «liquidatore» del vecchio comitato cittadino che scomparirà a tutti gli effetti con i congressi che saranno fatti dalle leghe entro l’anno. Ovviamente non si tratta di una vera “liquidazione”, ma di un processo che sarà gestito da Firenze senza, ci tiene a precisare Barzagli, «pesare sui tesserati». Intanto la Uisp si è trasferita in un fondo a mattoncini rossi in via Sant’Andrea, dove l’affitto è più basso e si aspetta che venga allacciato il telefono. Barzagli prova a chiudere con parole positive: «Con questa operazione abbiamo evitato il commissariamento e dato vita a un comitato che con 13mila iscritti è la seconda forza della Toscana. Livorno manterrà la sua autonomia politica, con propri codici e tesseramenti, e potrà ripartire con una impronta diversa».
Juna Goti
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