Il Tirreno

Livorno

Domani la foto dell’Accademia, così nacque il lungomare

di Mauro Zucchelli
Domani la foto dell’Accademia, così nacque il lungomare

Occhi puntati sull’università del mare: la nascita, la figura di Manlio Garibaldi e il primo stadio degli amaranto

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LIVORNO. L’immagine scattata dal fotografo Fabio Muzzi per “Livorno dal cielo” oggi riguarda la scogliera del Romito.

Domani invece troverete lo scatto dedicato al piazzale che rappresenta il “cuore” dell'Accademia Navale, l’ “università del mare” che da più di 130 anni è sul lungomare della nostra città. Non è soltanto il radicamento storico, però, a far posare l’occhio sulle geometrie dell’istituzione che forma gli ufficiali della Marina militare: è anche l’identikit geografico, se è vero che l’Accademia occupa metà del tratto di costa più direttamente impastato con l’identità livornese, quello dalla Terrazza Mascagni alla Rotonda di Ardenza.

Lo dice anche la valanga di immagini che voi lettori state inviando al concorso dal quale usciranno le 12 foto per il calendario 2014 del Tirreno: finora in più del 70% dei casi l’occhio dei lettori ha cercato angoli del nostro lungomare. Non è dunque fuori luogo ricordare - come troverete domani nei testi sul retro dell’immagine - quell’affettuoso fotogramma di Pier Paolo Pasolini dedicato al lungomare labronico. Anzi, chissà perché al plurale: lungomari. Li definisce “ampi”, “disordinati e grandiosi”. Ne racconta l’ “aria di festa”.

L'Accademia navale, così come è incastonata nella geografia del lungomare, lo è anche nella storia: in quella che abbiamo definito “l'invenzione del lungomare”. Già, se ora il viale Italia raffigura qualcosa che equivale al corso principale della nostra Livorno, non crediate che lo sia sempre stato: è una “invenzione” dell’idea di città che ha molto a che fare con la nascita del turismo balneare. Immaginatevi che occupa l'impegno strategico-progettuale delle classi dirigenti della città per un secolo tondo, attraversando le più diverse formule di governo: inizia sotto il granduca, prosegue con l'unificazione nell'Italia sabauda di Cavour, va avanti negli anni di Crispi e di Giolitti così come sotto la prima giunta "rossa" labronica, culmina ai primordi del Ventennio.

L'inizio potremmo fissarlo attorno al 1835 con la decisione di realizzare la nuova strada costiera per arrivare a Ardenza. . Il culmine sarà la costruzione della Terrazza ad opera di Enrico Salvais, ingegnere-capo del Comune, figura tuttora poco conosciuta benché rappresenti l'architrave di continuità delle scelte tecniche dell'amministrazione locale prima, durante e dopo il fascismo.

Ma nel mezzo c'è anche molto altro. Non è solo per una singolare coincidenza che nel 1881 nasce l'Accademia Navale e al tempo stesso viene introdotto un singolare sistema di trasporto "veloce" come l'ippoferrovia, che oggi ci fa sorridere e che allora scatenò agitazioni di piazza perché i vetturini rimasero senza lavoro. L'Accademia è il frutto dell'esigenza dello Stato unitario di darsi un centro di formazione dei propri ufficiali che unifichi quello sabaudo e quello borbonico: serve una città che abbia un buon porto e che sia a metà strada. Livorno è la candidata ideale ma quanti sgambetti arrivano cammin facendo…

L'Accademia prende il posto dei lazzaretti creati per mettere in quarantena uomini e merci in arrivo da zone che potessero far temere il diffondersi di epidemie: non dimentichiamoci che il colera a Livorno spazza via un migliaio di persone per volta anche nel corso dell'Ottocento ogni 15-20 anni. Ovvio che se non fosse arrivata l'Accademia oggi difficilmente avremmo comunque i lazzaretti, ma non vi sembra una svolta radicale nell'uso del lungomare? Così come lo è stata la possibilità di utilizzare forme di spostamento relativamente rapido (senza contare che prima dell'inizio del Novecento arriverà il tram).

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