Il Tirreno

Livorno

Quel confine molto sottile tra locali e Acsi

LIVORNO. La polemica intorno alla “vera natura” dei circoli sta montando sempre in più in città. Complice il fatto che, ormai quasi ogni settimana, spunta un nuovo locale organizzato con la formula...

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LIVORNO. La polemica intorno alla “vera natura” dei circoli sta montando sempre in più in città. Complice il fatto che, ormai quasi ogni settimana, spunta un nuovo locale organizzato con la formula dell’Acsi. Basta avere la tessera, e via. Ad alzare la voce sono soprattutto i gestori di pub, ristoranti e discoteche “normali” che, a differenza dei circoli, hanno una natura commerciale e quindi devono pagare molte più tasse. Ai ristoratori e ai gestori dei locali tradizionali, infatti, le agevolazioni fiscali che spettano ai circoli non vanno proprio giù. Così il malcontento (esposti compresi) lievita. E c’è chi parla di concorrenza sleale. Ma la novità emersa in questi ultimi giorni, dopo il “pattuglione” interforze sceso in campo in città nel weekend, è un’altra e desta preoccupazione: è successo che nel circolo del Picchianti la festa sia stata interrotta e i clienti mandati via perché la struttura non era a norma, valutata pericolosa dai vigili del fuoco. L’aspetto sicurezza fa riflettere perché dovrebbe essere prioritario. Su questo sono ancora in corso accertamenti.

Ormai in città e provincia i circoli sono centinaia. E le forze dell’ordine non possono più ignorare il “fenomeno”. Per questo l’intensificazione dei controlli ha l’obiettivo non di reprimere, ma di far luce sulla natura di questi locali che non devono avere scopo commerciale: è questa la condicio sine qua non per restare aperti.

Circoli culturali e ricreativi, senza scopo di lucro, dunque, che però somministrano bevande e cibi, fanno intrattenimento, musica, ballo e organizzano mega feste, anche con prevendite e pubblicità. Ed è qui che con il confine col commerciale diventa sottile. I circoli, infatti, a differenza degli altri locali, possono offrire servizi solo ai soci, cioè a clienti muniti di tessere (che però quasi sempre vengono fatte sul momento al costo 5-10 euro). E non potrebbero guadagnare oltre una soglia determinata perché lo scopo del circolo è ricreativo e non di lucro. (l.l.)

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