Il Tirreno

Livorno

L’ultimo allenamento della piccola terza linea

di Lara Loreti
L’ultimo allenamento della piccola terza linea

Dolore sul campo del Tamberi, dove il ragazzo era stato con la squadra venerdì Le lacrime dell’allenatore: «Un atleta duttile e un adolescente volenteroso»

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LIVORNO. In campo al Tamberi, tutti insieme, a ridere e scherzare. E a sudare, per preparare al top la prima partita del campionato regionale under 16. Un impegno in cui Sergio credeva tanto. E la società, Rugby Etruschi Livorno, credeva in lui. In primis gli allenatori, che avevano subito fiutato il suo talento e la sua duttilità. L’ultimo allenamento con la squadra labronica, Sergio Moldovan l’ha fatto venerdì, poche ore prima che un furgone travolgesse la sua adolescenza. Un pomeriggio indimenticabile, con la palla ovale a fare da mascotte in un gruppo coeso e spensierato.

«Venerdì sera ci eravamo allenati insieme e lui era pieno di entusiasmo e di energie - racconta commosso Gino Galletti, che con Riccardo Fabbrini allena l’under 16 degli Etruschi - Io lo stavo coltivando molto perché avevo notato subito che aveva delle grandi potenzialità». Nel rugby più che ogni altro sport, due doti sono fondamentali: il sacrificio in campo e l’umanità fuori dal terreno di gioco. Sergio queste due caratteristiche le incarnava in pieno. Lo testimoniano gli allenatori e i compagni di squadra con cui lui giocava dallo scorso luglio. «Un ragazzo molto educato, serio e silenzioso, non troppo estroso, che nel contempo sapeva essere gioviale e socievole con i compagni - continua Galletti - Aveva fatto amicizia con tutti: pur essendo nuovo non si era per niente tirato indietro e con gli altri era amabile. In due mesi e mezzo ci è entrato nel cuore».

L’allenamento di venerdì era stato molto proficuo per Sergio e per la squadra. Il quindicenne era una terza linea, uomo chiave nella mischia. E la sua prestanza fisica e la sua bravura tecnica gli avevano permesso di conquistare il posto da titolare nella partita d’esordio prevista per domenica scorsa. Poi il match, in casa contro il Mugello, dopo la notizia del grave incidente è stato rinviato. «L’altro giorno, durante l’allenamento gli ho detto di fare un gioco di pressione sull’apertura - ricorda Galletti - e lui ha eseguito al volo il mio accorgimento tecnico, dimostrando una grande capacità reattiva, oltre che intelligenza. Sapeva giocare e fare bene anche in altri ruoli: era molto volenteroso. La notizia della sua scomparsa ci ha devastati. I ragazzi sono a pezzi».

Un’atmosfera di profondo dolore è quella che si è respirata anche ieri sera sul campo del Tamberi, nel corso dell’allenamento. «Tra lui e il resto della squadra era già nato un feeling perfetto - dice Galletti - Cosa che non è scontata, a volte non è così facile instaurare una bella sintonia». Il buon carattere del ragazzo era stato notato anche dal presidente degli Etruschi, Carlo Ghiozzi: «Ho conosciuto e apprezzato Sergio durante il viaggio verso Noceto, il 15 settembre: trasferta memorabile. In bus lui era sereno e molto cordiale con i nuovi amici. Era in prestito dall’Empoli, ma era un nostro tesserato a tutti gli effetti. È dura per tutti noi, soprattutto per i ragazzi, affrontare questo lutto. Il vuoto, per questa tragedia senza un perché, è davvero grande».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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