Il Tirreno

Livorno

Il futuro ha bisogno di spazio High tech, caccia agli euro-fondi

di Mauro Zucchelli
Il futuro ha bisogno di spazio High tech, caccia agli euro-fondi

La Regione sceglie Palazzo Granducale per mettere in vetrina le opportunità dei bandi di Bruxelles Network di imprese d’avanguardia (molte fra Livorno e Pisa), e adesso è necessario un salto di qualità

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LIVORNO. È già una notizia di per sé il fatto che la Regione abbia scelto Livorno – e segnatamente Palazzo Granducale – per presentare le opportunità che l'Europa mette in pista con i bandi di “Horizon 2020” sul fronte dell'innovazione e della ricerca: il via l'11 dicembre, in ballo una “torta” che vale 70 miliardi di euro su scala continentale. È importante perché: 1) mette in evidenza che il nostro territorio non è caratterizzato solo da imprese in difficoltà o a rischio perché in settori maturi e a medio-basso livello tecnologico ma ha anche un quid di high tech nell’aerospaziale; 2) individua la nostra città, o meglio il polo costiero toscano incentrato sull'asse Livorno-Pisa, come un punto di riferimento di questo settore industriale ritenuto strategico per andare alla conquista del futuro; 3) a metterci la faccia è in persona l'assessore regionale Gianfranco Simoncini, come a ribadire che non si tratta più semplicemente di una questione tecnico-produttiva ma è una scelta di attenzione politica.

Vale la pena di sottolineare anche un quarto elemento. L'incontro prova a mettere un po' di balsamo sulle ferite delle polemiche e delle incomprensioni che nei mesi scorsi avevano visto protagonista la galassia delle piccole imprese raggruppate in Toscana Spazio. Nel mirino era finita la Regione: aveva fatto sì nascere un Distretto toscano dell'aerospazio ma, a giudizio di Toscana Spazio, l'aveva fatto mettendolo sotto l'ombrello della grande industria (Finmeccanica), strutturandolo attorno all'optoelettronica e aggregando cose troppo diverse. La prova del nove sarà l'identikit del team di guida del Distretto, con le nomine annunciate per le prossime settimane.

Del resto, – com'è stato detto nel meeting in Provincia – «l’Italia è al terzo posto in Europa» nell’industria aerospaziale e la Toscana «ha un ruolo rilevante», se è vero che ha «oltre mille aqddetti e oltre 350 milioni di fatturato annuo», dice il dossier della Regione.

Simoncini insiste sul fatto che c’è stata una svolta: l’ingresso della Regione Toscana nel Cluster Tecnologico Nazionale dell'Aerospazio. «È l'occasione per proiettare il sistema toscano in un contesto nazionale e internazionale, valorizzare le eccellenze presenti nella nostra realtà». E aggiunge: il settore aerospaziale «si distingue per capacità di innovazione e di rapporto con i soggetti della ricerca e del trasferimento tecnologico» (cioè nella ricaduta che lo sprint dell’alta tecnologia può avere a cascata sul sistema delle imprese).

L’assessore rivendica l’impegno della Regione («il sostegno non è mai venuto a mancare»). Lo dice segnalando che «unici in Italia, abbiamo partecipato al progetto europeo Era-Star». Lo ripete ricordando gli incentivi dati dalla Regione alle imprese dell'aerospazio: «Dal 2007 ad oggi sono stati finanziati 26 progetti, in cui sono coinvolti 39 soggetti, per un contributo complessivo di 13,3 milioni ed un investimento totale di 26,6 milioni di euro». E con l'ultimo Bando Unico R&S 2012, nell'ambito dell'aerospazio «sono stati finanziati 5 progetti, che coinvolgono 17 soggetti, in gran parte piccole e medie imprese, oltre a 2 grandi gruppi e 2 organismi di ricerca, per 7 milioni di contributi, che generano oltre 15 milioni di investimento».

Resta il fatto che forse l’alleanza ha ancora da fare qualche passo in avanti per evitare che le piccole imprese si presentino da sole in Europa: ma la Regione a Bruxelles ha assicurato «il proprio sostegno».

Ce n’è bisogno: al via il nuovo bando ma la competizione sarà ancor più dura. L’ha detto senza troppi giri di parole Livio Stefanelli, che cura i rapporti fra la Regione e le istituzioni europee: da un lato, perché i Paesi emergenti ora gareggiano alla pari con noi; dall’altro, perché la formula spinge a aggregazioni più grandi e privilegia di per sé le realtà più grosse.

Un altro segnale importante riguarda una idea della Regione: la disponibilità ad anticipare già il prossimo anno i fondi che l’Europa di fatto potrà mettere nel “motore” delle imprese solo nel 2015 per motivi di euro-tempistica.

Mauro Zucchelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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