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Mensa sempre occupata: Spil non concede la struttura
LIVORNO. «Non abbiamo ancora raggiunto un accordo con Spil. Ma, restiamo disponibili ad aprire una trattativa: nel caso in cui venisse raggiunto un accordo legale con la società, siamo pronti a farci...
LIVORNO. «Non abbiamo ancora raggiunto un accordo con Spil. Ma, restiamo disponibili ad aprire una trattativa: nel caso in cui venisse raggiunto un accordo legale con la società, siamo pronti a farci carico delle spese necessarie per gli interventi di ristrutturazione e di messa in sicurezza dello spazio dell'ex Bilancia». A parlare così è Giovanni Cearolo, dell'ex caserma occupata Del Fante di via Adriana. La trattativa in corso riguarda la possibilità di ottenere in comodato d'uso la struttura di via dei Mulini che, di proprietà di Spil, risulta attualmente occupata da alcuni ragazzi, una cinquantina, del comitato precari e disoccupati del collettivo. I locali dello spazio sono quelli in cui, ieri mattina, è partita ufficialmente la mensa popolare: una iniziativa sociale con cui il collettivo di via Adriana propone di offrire un pasto gratuito a coloro che non hanno più lavoro. Presentando un documento con il quale si attesta lo stato di disoccupazione si potrà beneficiare gratuitamente del servizio. «Abbiamo accettato, venendo incontro alle richieste del presidente di Spil – prosegue Ceraolo – di rimanere fuori dalla struttura durante il sopralluogo che Spil effettuerà per valutarne le condizioni d'uso e di agibilità». Il sopralluogo di cui parla Ceraolo è quello che Spil ha compiuto ieri, nel primo pomeriggio, e in base al quale è stata valutata la possibilità di concedere o meno la struttura al collettivo di via Adriana. Valutazione, quella da parte dei tecnici di Spil, che ha dato parere negativo. «Dopo il sopralluogo – ci dice Ceraolo – non siamo riusciti a trovare soluzioni: il direttore di Spil non ha voluto concederci il comodato gratuito. Ma noi ci opponiamo a questa scelta: per uscire da questa situazione di stallo chiediamo l'intervento dell'amministrazione comunale». E aggiunge: «Andiamo avanti con l'iniziativa di mensa popolare. Siamo pronti, eventualmente, a gestire uno sgombro di forza che, tuttavia, vorremmo evitare". La mensa, che si dota di strutture reperite dai ragazzi, è totalmente autofinanziata. «Venti pasti al giorno per chi è rimasto senza lavoro – spiega Benedetta Ceccanti. Con la mensa ci auguriamo di creare una rete di solidarietà e non di assistenzialismo. L'iniziativa si apre a tutti: ai disoccupati, ma anche a chi, vendendo a mangiare in questo luogo, potrebbe contribuire al sostentamento economico del progetto»
Rosanna Harper
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