Il Tirreno

Livorno

Inquinamento alle Spiagge bianche, bonifiche della Solvay per 7 milioni di euro

di Federico Lazzotti
Inquinamento alle Spiagge bianche, bonifiche della Solvay per 7 milioni di euro

Il giudice ha accordato alla multinazionale la richiesta di patteggiamento dopo l’inchiesta della Procura; diluivano i veleni prima dei controlli

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LIVORNO. Quasi 7 milioni di euro (6,7) di investimenti in bonifiche per regolare i conti con la Giustizia dopo aver inquinato per anni la zona di Rosignano con fanghi velenosi, in particolare nell’area intorno alle Spiagge bianche. È questo l’impegno che i vertici della Solvay si sono presi anche davanti al giudice per le indagini preliminari che la settimana scorsa ha accolto la richiesta di patteggiamento concordata dai legali della multinazionale con la Procura dopo un’inchiesta durata quattro anni e nella quale gli investigatori, coordinati dal pubblico ministero Giuseppe Rizzo, hanno accertato al di là di ogni ragionevole dubbio, «un sistema di scarichi non mappati che permettevano all’azienda di diluire sostante come mercurio, piombo, selenio e fenoli vari affinché nel momento in cui questi arrivavano a valle risultavano in regola con i parametri previsti dalle normative di legge».

Oltre al maxi stanziamento per la bonifica dei terreni inquinati e la messa in sicurezza del sito, sono quattro i dirigenti della Solvay che hanno patteggiato: l’ex direttrice dell’impianto Michéle Huart dovrà versare 29mila euro, mentre Fabio Taddei, Davide Mantione e Massimo Iacoponi dovranno pagare cifre comprese tra gli otto e dodicimila euro.

Un’indagine spiegano gli investigatori «difficile», perché accertare il sistema attraverso il quale sono state aggirate le norme da parte della Solvay, ha significato mappare palmo a palmo un’area sconfinata.

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