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Il fisco indaga sulle barche nei Fossi
Eventuali evasori emergeranno dall’incrocio dei dati in possesso dell’Agenzia delle entrate, di Equitalia e del Comune
LIVORNO. Quando il fisco va a caccia d’incongruenze le conseguenze possono essere davvero imprevedibili. In alcune città le operazioni riguardano le auto di grande cilindrata. A Livorno coinvolgono le imbarcazioni ormeggiate nei fossi. Non una zona in particolare, ma la totalità dei natanti presenti negli specchi d’acqua della città. Un tema spinoso da sempre per Livorno. Che nelle prossime settimane potrebbe distribuire dolori a qualche contribuente.
L’incrocio dei dati. Nelle stanze del Comune, responsabili dell’amministrazione, della Agenzia delle entrate e di Equitalia si sono incontrati più volte ultimamente. Oggetto delle riunioni: l’acquisizione dei dati sui proprietari delle barche. Per legge, gli uffici comunali sono tenuti a fornire le informazioni a loro disposizione in modo che possano essere incrociati con quelli in mano al fisco. Questo permette d’individuare eventuali situazioni in cui il reddito dichiarato dai cittadini non combacia con il loro stile di vita. In questo caso, se si dichiara di avere un reddito basso, ma si possiede una barca di dimensioni rilevanti, o dotata di motori costosi, può far scattare l’accertamento da parte degli ispettori. Una cosa è certa: non si tratterà di un’operazione a tappeto su tutte le barche presenti nei fossi livornesi, ma una selezione di quelle che potrebbero nascondere evasioni fiscali.
I quattromila ormeggi. Sarà un lavoro molto accurato da parte degli 007 del fisco, sotto la cui lente finiranno situazioni particolari come possessori di motori da 200 e passa cavalli fuori bordo, che possono costare anche più di ventimila euro se nuovi e non usati. Oppure potrebbero essere interessati dall’operazione proprietari di natanti da dieci o dodici metri in su. L’Agenzia delle entrate, secondo quanto appreso, avrebbe calcolato che sui quattromila posti barca ci potrebbero essere dai 600 ai 700 casi sui quali indagare. Il che non significa che tutti i proprietari di queste barche di lunghezza medio-grande avranno problemi. Ma è probabile che una percentuale rilevante di questi dovrà subire accertamenti e provare a dimostrare di avere tutti i conti in regola. Del resto, come spiegano alcuni partecipanti alle riunioni sull’argomento, «quello delle imbarcazioni è un campo sul quale poter fare verifiche importanti».
Il popolo delle barche. Sono in molti a ritenere che Livorno, in tema di barche, stia passando a un livello più alto rispetto alla tradizione: sempre meno proprietari di barchette o di “gozzi” a fronte di un incremento di acquirenti d’imbarcazioni più grandi. Girando per i fossi, in effetti, questo fenomeno sembra abbastanza evidente. Ed è proprio abbassando lo sguardo verso gli specchi d’acqua che il fisco avrebbe deciso di puntare su questo aspetto, tipicamente livornese, per individuare eventuali evasori. Un’operazione che potrebbe anche portare a far luce sugli stessi sistemi di ormeggio: se vengono rispettate le concessioni demaniali e se la gestione dei singoli posti barca è regolare oppure no.
Il redditometro non c’entra. Dalla sede provinciale dell’Agenzia delle entrate spiegano che, se sono in corso operazioni di questo genere, non solo a Livorno, ma in tutta la provincia, non sono la conseguenza dell’applicazione del redditometro, lo strumento di accertamento sintetico del reddito, che consente al fisco italiano una determinazione indiretta del reddito complessivo del contribuente, basata sulla capacità di spesa del medesimo: «Nei giorni scorsi i vertici nazionali hanno detto che la macchina organizzativa non è pronta e non potrà essere messa in moto prima di alcuni mesi, sicuramente non prima del 2014». Dalla sede regionale, invece, non rilasciato dichiarazioni sull’operazione messa in atto a Livorno.
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