Il Tirreno

Livorno

Il fisco indaga sui furbetti delle barche nei fossi

Il fisco indaga sui furbetti delle barche nei fossi

L’Agenzia delle entrate di Livorno ha chiesto al Comune i dati sui 4000 natanti ormeggiati negli specchi d’acqua della città in modo da individuare eventuali evasori

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LIVORNO. Proprietari di barche sotto la lente del fisco per accertare eventuali evasioni. È quanto si sta verificando al Livorno dopo che l’Agenzia delle entrate ha chiesto al Comune di fornire documentazioni rispetto ai quattromila posti barca nei fossi della città. Rappresentanti dei due enti, compresi alcuni di Equitalia, si sono già incontrati alcune volte dando vita a una operazione che potrebbe investire centinaia di cittadini.

L’obiettivo è quello di individuare anomalie tra gli stili di vita dei contribuenti e le loro dichiarazioni dei redditi. Per questo, così come accade in altre città dove gli accertamenti fiscali partono dalle auto di grossa cilindrata e di lusso, a Livorno si parte dalle imbarcazioni ormeggiate nei fossi per risalire ai proprietari ed effettuare le verifiche. L’indagine non riguarderà le barche piccole, ma solo quelle da dieci o dodici metri in su, magari con motori potenti che indicano una capacità di spesa da parte del proprietario del natante non indifferente.

Le stime degli enti parlano di una cifra compresa tra i 600 e i 700 casi sui quali effettuare gli accertamenti e tra questi individuare eventuali evasori. L’operazione è appena agli inizi. Al momento è in corso la fase dell’acquisizione dei dati. Nei prossimi mesi, però, l’indagine potrebbe avere sviluppi concreti.

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