Sicurezza
Io non sono americano e ho il raffreddore
La verità è che a seconda della lingua che parliamo conosciamo mondi diversi, o, se preferite, conosciamo diversamente il mondo. Così, ad esempio, dove noi genericamente parliamo di 'neve' un eschimese userebbe uno dei tantissimi vocaboli che ha a disposizione per indicare cose che per lui sono diverse, a seconda che quella 'neve' per noi indistinta sia friabile, o fresca.
Da buon italiano, io sono cresciuto nel terrore della congestione in mare, e per questo ho sempre aspettato le canoniche tre ore prima di tuffarmi. Allo stesso modo ho sempre avuto paura che il ‘riscontro’ mi facesse prendere la cosiddetta “pettata”. Mia madre, mia zia, non hanno fatto altro che dirmelo: "Copriti, che prendi la pettata". Così il 'colpo di freddo' ha sempre rappresentato per me qualcosa di temibile, sempre in agguato, pronto a colpirmi quando meno me lo aspettavo. All'uscita da scuola, da un cinema, imbacuccato con premura di lana, fino all'età in cui sono riuscito finalmente a ribellarmi al passamontagna. I miei amici americani invece hanno sempre fatto il bagno subito dopo mangiato. Ho scoperto infatti che loro quel termine lì, 'congestione', usato nel senso di malore che ti prende in mare se non hai digerito, non ce l'hanno proprio. Così, mi dicono i miei amici americani, loro non hanno nemmeno una vera e propria traduzione per 'colpo di freddo', e non conoscono neanche la 'pettata'.
Non si ammalano di queste cose, pare. O forse, visto che una cosa se non la nomini non esiste, non si ammalano perché hanno la fortuna di non avere a disposizione parole che, come queste, rischiano di mandarti all'altro mondo o di farti comunque passare un paio di giorni a letto con la febbre. Mi chiedo anche se il fatto che esistano scrittori americani straordinariamente capaci già a vent'anni, o grandi imprenditori che si sono inventati il modo di rivoluzionare il mondo quando ancora erano al college, non dipenda proprio da questo. Dal fatto cioè di non aver paura a tuffarsi nel mare dell'esperienza in qualunque momento, senza bisogno di aspettare tre ore sul bagnasciuga. Se non dipenda dal fatto di non aver paura a mettere il naso fuori senza sciarpa e di non temere neanche gli spifferi che entrano dalle finestre del mondo. Non lo so, ma è un'ipotesi comunque affascinante. Quel che so è che queste prime giornate di autunno a me, che non sono americano, hanno già guadagnato raffreddore e mal di gola.
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