Il Tirreno

Livorno

I vitalizi d’oro degli onorevoli

di Ilaria Bonuccelli
I vitalizi d’oro degli onorevoli

Ecco i 140 ex parlamentari toscani che prendono l’assegno: anche più di 6mila euro al mese

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Senza stare a contare i centesimi, ogni mese in Toscana si versano quasi 456mila euro di vitalizi agli ex parlamentari. Un conto che nell'anno lievita fino a 5 milioni e 470mila euro, mettendo insieme le "indennità minime" - poco più di 2mila euro, per una sola legislatura - e quelle quelle massime. In teoria potrebbero arrivare a superare i 9mila euro. In Toscana, il vitalizio massimo supera "appena" la soglia dei 6mila euro il mese. In compenso, ha in comune un dato con tutti gli altri, anche quelli più bassi: è cumulabile con altre entrate pensioni d'oro incluse. Non deve, quindi, confondere il fatto che ex presidenti del consiglio come Giuliano Amato o Lamberto Dini riscuotano solo vitalizi "medio-alti" per la loro ex attività parlamentare : in contemporanea continuano a percepire le superpensioni: Amato 22.048 euro lordi al mese dall'Inpdap e Dini 25mila euro da Bankitalia (18mila euro) e dall'Inps (7mila).

IL PIU' PAGATO. Il primato del vitalizio d'oro, dunque, in Toscana spetta a un pisano: il liberale Alfredo Biondi, ministro della Giustizia del primo governo Berlusconi, nato sulle ceneri di Tangentopoli. L'avvocato 85enne, diventato famoso come legale di Gigliola Guerinoni, la "mantide" di Cairo Montenotte, percepisce 6.186,99 euro lordi al mese: è il risultato dei contributi versati in 9 legislature (non consecutive) dal 1968 al 2008, come parlamentare eletto quasi sempre in Liguria e, a fine carriera, in Lombardia. In tutto 35 anni di versamenti, prima alla Camera e poi al senato.

I VITALIZI VIP. Quello di Biondi è un super-vitalizio, ma non va affatto male neppure agli altri 140 parlamentari circa che dal dopoguerra a oggi sono stati eletti in Toscana o che, da toscani sono riusciti a farsi eleggete in un collegio fuori regione. Fra loro molti vip: l'ex premier Amato, due volte capo del governo, oggi giudice della Corte Costituzionale; Dini, già capo del governo, ex direttore generale della Banca d'Italia e autore della riforma che ha portato il sistema pensionistico italiano da retributivo a contributivo, perfino il regista Franco Zeffirelli. Al maestro fiorentino, l'elezione in Forza Italia garantisce un vitalizio di oltre 3mila euro al mese.

LA TOP TEN DEGLI EX PARLAMENTARI TOSCANI (VAI SULLA FOTO E CLICCA SUL SIMBOLO PER L'IMPORTO. I DATI SONO DEL 2013 LORDI)

LA TOP TEN. Zeffirelli, comunque, non è fra quelli con i vitalizi più alti, secondo l'elenco completo pubblicato qualche giorno fa dall'Espresso. Anche perché la sua permanenza in parlamento non è stata lunghissima. In Toscana, il primato spetta ai politici puri. E di lungocorso, con diverse esperienze di governo. È il caso di Giovanni Pieraccini, viareggino, socialista, entrato in Parlamento nel 1953 per la prima volta. Esordisce come ministro dei lavori pubblici nel primo governo Moro, ma il suo exploit è come ministro del Bilancio fra il 1964 e il 1968: suo il primo tentativo di programmazione economica in Italia. Con 30 anni di contributi versati, a 95 anni riscuote 5.900 euro di vitalizio, poco di più di un altro socialista, il fiorentino Valdo Spini: 29 anni di permanenza in parlamento, 37 anni di contributi versati (a completamento delle legislature), gli valgono 5.836 euro di mensile. Subito dopo di lui, si trova Anna Maria Serafini, parlamentare senese (sposata a Piero Fassino) e Famiano Crucianelli, tra i fondatori de Il Manifesto. Dini è addirittura escluso dalla classifica dei più pagati tra gli ex parlamentari toscani. Riscuote perfino meno di Mauro Ferri, romano eletto nella circoscrizione di Siena che è stato perfino presidente della Corte Costituzionale: per lui il vitalizio è di 5.115 euro per le legislature dal 1953 al 1976.

TUTTI I VITALIZI DEGLI EX PARLAMENTARI TOSCANI (CLICCA SULLA PAGINA E SFOGLIA)

 

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