Il Tirreno

Livorno

TESTIMONIANZA/2

«Ho visto quel ragazzo volare...»

«Ho visto quel ragazzo volare...»

La donna viaggiava coi figli: «Mi ha sorpassato e poi ha sbandato»

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LIVORNO. «Ho visto quel ragazzo volare sopra la mia auto, è stato terribile. Non ci posso pensare». Mentre parla chiude gli occhi. È sotto choc la quarantenne livornese che ieri mattina era alla guida della Bmw bianca station wagon che si è trovata in mezzo allo scontro fra il Ducato militare e il tir. «Ho visto il furgone sbandare quando è rientrato in carreggiata dopo avermi superato», dice la donna poco dopo l’incidente, ancora sconvolta. Nei suoi occhi lo strazio di chi ha assistito a una scena da incubo.

La donna stava viaggiando verso Pisa con due bimbi di circa 5 e 8 anni in auto. A bordo c’era anche un parente. La famiglia livornese stava andando all’aeroporto a riprendere il babbo, di ritorno da un viaggio di lavoro. Un breve tragitto, da Livorno a Pisa, che si è trasformato in un’esperienza orribile. Impossibile dimenticare l’immagine di quel giovane militare, uno dei due morti, che vola sull’auto e batte la testa contro il tir per poi ricadere con violenza a terra, proprio accanto al cofano della Bmw. Una scena che si staglia anche davanti agli occhi dei bimbi. La madre cerca di tranquillizzarli ma è dura anche per lei, a sua volta coinvolta in quel teatro di sangue.

Tutt’intorno la situazione è surreale. I due morti, i feriti, i mezzi distrutti, le sirene delle ambulanze e tanto sangue. I bambin i non possono rimanere lì. Ad aiutare la famiglia ci pensano i volontari della Svs che caricano i piccini su un’ambulanza, insieme al parente, e li accompagnano a Livorno.

La mamma invece resta sul posto, dove poi viene raggiunta anche dal marito. La donna viene ascoltata dai carabinieri per la sua testimonianza sullo schianto.

Intanto dalla parte opposta dell’Aurelia gli stessi fotogrammi dell’orrore passano davanti agli occhi di un altro testimone, Alessandro Ambrosino, fratello del camionista, in viaggio in auto dietro al tir. «Quel furgone era impazzito, completamente fuori controllo, c’è mancato poco che andasse su due ruote. È stato terribile perché a un tratto ho avuto la consapevolezza che lo schianto sarebbe stato inevitabile. Uno dei corpi ha battuto contro la targa del tir e poi è finito a terra, lì a due passi». (l.l.)

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