Gioco
Sempre meno risorse, apriamo ai privati
Perché votare per lei? «Posso dirle perché mi ricandido. Ho iniziato un percorso tre anni fa e se le cose fossero andate diversamente sarebbe terminato nel novembre del 2014. Sento di avere una...
Perché votare per lei?
«Posso dirle perché mi ricandido. Ho iniziato un percorso tre anni fa e se le cose fossero andate diversamente sarebbe terminato nel novembre del 2014. Sento di avere una responsabilità nei confronti del partito e degli iscritti. A sei mesi dalle amministrative era opportuno che mi ricandidassi. Pur nelle difficoltà che oggi attraversano anche i partiti, ho cercato sempre di restare coerente con le motivazioni che mi hanno portato ad essere eletto».
Gli iscritti stanno calando dappertutto. A Livorno sono 2622. Perché? Cosa avete intenzione di fare?
«In questa fase economica e sociale può darsi che pesi anche prendere una tessera. Detto questo, certi passaggi a livello nazionale, dalla non vittoria al governo delle larghe intese, sono stati vissuti con grande pesantezza dagli iscritti, soprattutto qui. In più c'è un dibattito che non è dibattito sul ruolo degli iscritti in una fase come questa: di fronte alle primarie aperte, che servono indubbiamente per allargare la partecipazione, è difficile spiegare qual è la differenza tra chi ha la tessera e chi non ce l'ha».
Tre aggettivi per l'amministrazione comunale che sta per concludere il mandato.
«No guardi, non farò un dibattito congressuale dicendo cosa ha fatto e cosa non ha fatto l'amministrazione. Oggi governare un territorio è oggettivamente difficile. Quando siamo stati eletti nel 2009 la crisi non era stata inquadrata bene da tutti noi. E con la crisi finisce una fase. Per il futuro c'è bisogno di risposte nuove a un quadro che è cambiato».
Tre urgenze per la città.
«Il Piano regolatore del porto deve andare a conclusione. Poi dovremo fare una riflessione su quello che sarà da qui in avanti il ruolo del pubblico sul territorio: l’assistenzialismo è finito. Le risorse sono sempre meno: il pubblico mantenga programmazione e controllo e ridisegni la sua fisionomia con un'apertura seria, intelligente ai privati. Terzo: la sanità. Il 19 faremo un attivo aperto a tutti col governatore Rossi: parleremo del ruolo sanitario di Livorno in Toscana, perché negli ultimi anni abbiamo sofferto e dobbiamo recuperare. Il nostro ospedale ha un bacino di utenza di 170mila abitanti e non ha ortopedia h24, solo per fare un esempio...».
Nuovo ospedale: c’è chi chiede di stoppare tutto, cosa ne pensa? E cosa ne sarà dell’attuale struttura?
«Sul nuovo ospedale si va a dritto. Il punto è proprio far ripartire la discussione sul futuro dell’area di viale Alfieri. Vanno portate avanti le proposte che facemmo in campagna referendaria: trasferimento delle Rsa al quarto e quinto padiglione e realizzazione di un campus scolastico, oltre agli spazi sociosanitari. Sono le idee migliori. La discussione su dove fare l’ospedale è terminata: ora pensiamo a che ospedale vogliamo e a cosa fare dell’attuale struttura».
Il segretario si troverà a gestire la scelta del futuro candidato a sindaco: come ha intenzione di arrivarci? Ha un identikit?
«Le primarie sono un elemento che fa parte del nostro statuto e quando si va a scegliere un amministratore sono utili. Più che identikit ho in testa un percorso: costruire un campo di forze, perché da soli si va poco lontano».
Alleanze con chi?
«Sistema di alleanze che non coinvolga solo i partiti del centrosinistra, ma il mondo associativo, che è molto radicato e può dare un contributo importante. Nessuna scelta settaria. E niente larghe intese».
Qualche mese fa lei ha detto che la stagione dei segretari che diventano sindaci è finita: Ne è ancora convinto?
«Io mi candido a fare il segretario del partito, è un ruolo di garanzia a sei mesi dalle amministrative. Sono cocciuto, ma coerente».
Cosa pensa del suo sfidante?
«Lo conosco da tanto tempo, è uno di quelli che ho trovato nel partito quando mi sono iscritto, tanti anni fa. Ricordo che quando facevo il responsabile del ristorante Porto alla festa, era l’organizzatore dell’unione. Un punto di riferimento, persona di cui ho stima».
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