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In piazza per l’abolizione della legge Bossi - Fini

LIVORNO. «Perché in Italia dobbiamo aspettare qualche tragedia per fare qualcosa?». A chiederlo è Ibrahima Goumbale, consigliere aggiunto, all’interno della terza commissione consiliare.Anche lui...

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LIVORNO. «Perché in Italia dobbiamo aspettare qualche tragedia per fare qualcosa?». A chiederlo è Ibrahima Goumbale, consigliere aggiunto, all’interno della terza commissione consiliare.Anche lui stamani parteciperà all’assemblea organizzata da Unicobas migranti e dall’associazionismo cittadino per manifestare contro la legge Bossi-Fini e per dire “basta” a episodi come la tragedia di Lampedusa. Il ritrovo è in piazza della Repubblica, alle 9, per poi raggiungere la Questura. «Ci sono migranti che vivono Livorno da 23 anni – prosegue Ibrahima – che hanno un lavoro e pagano le tasse e che, se perdono il posto, con la Bossi-Fini, hanno un solo anno di tempo per trovare una nuova occupazione, altrimenti diventano clandestini. Cosa fa la politica?». All’assemblea prende parte anche il partito di Sel, per Andrea Ghilarducci, segretario provinciale: «Dobbiamo aprire un percorso unitario che coinvolga tutti quei partiti che sono contro la Bossi-Fini».

La manifestazione non intende chiedere solo l’abolizione della Bossi-Fini ma anche: «La chiusura dei centri di accoglienza – dice Mariella Valenti, responsabile provinciale immigrazione Sel – una norma sul diritto d’asilo, perché l’Italia è l’unico Paese d’Europa a non averla e la rielaborazione del regolamento Dublino II che obbliga i profughi che arrivano in Italia a rimanerci senza poter andare altrove».

Valeria Cappelletti

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