Il Tirreno

Livorno

Ex Delphi, in arrivo i licenziamenti: «Vogliamo risposte»

di Ludovica Monarca
Ex Delphi, in arrivo i licenziamenti: «Vogliamo risposte»

A Torino il curatore fallimentare ha già inviato 900 lettere Le rsu di Livorno: «Siamo alle fine, la politica agisca»

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LIVORNO. Novecento lettere di licenziamento inviate dal curatore fallimentare: la notizia in arrivo da Torino si è sparsa in fretta tra i lavoratori dell’ex Delphi, è bastato un attimo perché il messaggio arrivasse forte e chiaro anche a Livorno. Doloroso e facilissimo fare i conti e realizzare che le lettere di licenziamento arrivate in Piemonte non tarderanno a raggiungere anche i 130 lavoratori livornesi.

«È chiaro che dalla prossima settimana arriveranno anche a noi – afferma Aleandra Labardi, rsu ex Delphi – La fine che abbiamo gridato per anni è arrivata e faremo di tutto perché almeno questa volta i tavoli tecnici locali e nazionali diano delle risposte concrete ai lavoratori». Lavoratori stremati da una cassa integrazione che dura da sette anni e che promettono battaglia. « I provvedimenti scatteranno il 4 gennaio se nel frattempo non saranno trovate altre soluzioni alternative – affermano le rsu – La situazione è disperata, siamo stanchi di attaccarci a promesse e speranze vane. Vogliamo risposte e proposte concrete per il nostro futuro. Siamo esasperati».

Per ironia della sorte, proprio nelle stesse ore, arriva anche la notizia che il parlamento europeo ha approvato a larghissima maggioranza la destinazione di 2.594.672 di euro del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione all’azienda automobilistica De Tomaso. Una somma da dividere tra Livorno e Torino destinata al reinserimento professionale «Molti dei lavoratori - dichiara l’eurodeputato indipendente Claudio Morganti - si sono sentiti giustamente presi in giro, anche dalle ultime evoluzioni societarie: purtroppo non si dovrebbe mai speculare sulla pelle dei lavoratori, le vere vittime di questo sistema malato e corrotto. Spero i che per i lavoratori di Livorno, colpiti dalla chiusura della De Tomaso, questi soldi possano tornare utili per agevolarli nella ricerca di una nuova occupazione, permettendogli di superare le enormi difficoltà a cui hanno dovuto far fronte negli ultimi mesi».

Lo scetticismo degli interessati si estende però alla finalità dei corsi: «È inutile - avevano affermato i dipendenti ex Delphi – organizzare delle “lezioni” se poi non c'è un concreto reinserimento nel mondo del lavoro».

Intanto a Torino sono già stati organizzati dei presidi e anche Livorno promette battaglia: «Da sette anni viviamo con un sussidio minimo e in uno stato di totale incertezza, nessuno di noi in sette anni è mai stato ricollocato. Meritiamo fatti concreti. Siamo stremati».

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