Lutto
Assunzioni e compensi, Aamps bocciata
Gli ispettori del ministero hanno concluso l’esame dei conti con una lunga serie di contestazioni sugli ultimi anni di gestione
LIVORNO. Troppo alto il compenso che è stato percepito da Angelo Rosi (circa 230mila euro) per la sua duplice attività di amministratore unico e direttore generale. Ingiustificato l’aumento delle indennità percepite dai sindaci revisori durante il mandato del presidente Massimo Cappelli. Eccessiva la spesa affrontata dall’azienda per pagare ai dipendenti il premio di produzione del 2011 (circa 200mila euro). Preoccupazione per i 32 milioni di euro di Tia che non sono stati riscossi. Insomma, per il ministero dell’Economia e delle Finanze, i conti dell’Aamps non tornano. Già, perchè queste contestazioni sono contenute nella relazione sulla verifica amministrativo-contabile che gli ispettori del Mef hanno svolto nell’azienda di via dell’Artigianato nei mesi di aprile e maggio scorsi.
«I rilievi principali - ammette l’Aamps in una nota diffusa ieri - riguardano aspetti relativi alle indennità degli organi di controllo, al compenso di precedenti componenti dell'organo amministrativo, ad aspetti della situazione economica e finanziaria della società (in particolare i crediti Tia), alle quote di partecipazione in altre società, ad aspetti relativi al personale dipendente (assunzioni, aumenti contrattuali, produttività 2011), ad alcuni criteri adottati dall'azienda nel conferimento di incarichi e consulenti».
Si tratta, come si può notare, di problematiche di non poco conto, dalle quali potrebbero scaturire eventuali ricadute - anche pesanti - sull’organizzazione dell’azienda. Ma l’amministratore unico di Aamps, Enzo Chioini, ha fiducia che tutto si risolverà positivamente e in tempi rapidi. «Mi rendo conto che a leggere questo elenco si può immaginare di tutto - spiega Chioini - ma invito chiunque a non trarre conclusioni affrettate. Abbiamo già avviato un confronto con i soggetti destinatari dei rilievi e chiesto ai nostri uffici tutta la documentazione necessaria, così da ricostruire quanto avvenuto e definire le azioni correttive da attuare in accordo con il ministero».
La procedura prevede infatti che l’azienda si “difenda” dalle “accuse” mosse dal ministero: esporrà quindi le proprie ragioni e solo alla fine dell’iter, se queste non dovessero essere accolte, l’Aamps dovrà procedere a recuperare eventuali somme e a sanare le situazioni “irregolari”.
Nel frattempo, l’azienda si è cautelata sospendendo una serie di provvedimenti che erano già stati decisi e lo ha comunicato al ministero: è stato per esempio sospeso l'aumento stabilito dal Contratto collettivo nazionale, che sarebbe stato erogato ai dipendenti nella busta paga di ottobre. «Ci rendiamo conto - sostiene Enzo Chioini - che questo è un atto che può generare scontento tra i lavoratori, ma, sottolineo, è solo cautelativo. Infatti, nel caso di una conclusione positiva per l'azienda su questo punto, come siamo convinti accadrà, l'aumento sarà scongelato e versato ai lavoratori dal mese di sospensione».
Nel provvedimento dell'amministratore viene annunciata la rideterminazione del compenso dell'organo di controllo (sindaci revisori), la sospensione dei premi di produttività per i dipendenti e delle assunzioni - di personale a tempo indeterminato. Per l'amministratore unico, molti dei rilievi del Mef scaturistico dalla difficile interpretazione delle norme da applicare ad una azienda come Aamps che, pur essendo privata, è di proprietà al 100% pubblica. E quindi equiparata, a volte, ad un ente locale. «La formulazione delle risposte ai rilievi ministeriali - sottolinea - è un impegno che ci assumiamo con grande serenità e serietà, convinti della sostanziale correttezza dell'agire di Aamps».
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