Il Tirreno

Livorno

Torna il contrabbando di sigarette i traffici vengono dal Nord Africa

di Lara Loreti
Torna il contrabbando di sigarette i traffici vengono dal Nord Africa

Indagini della Guardia di finanza in porto. Il comandante: «Colpa della crisi, il fenomeno va sradicato» E c’è anche chi se le porta in Italia dalla Bielorussia (40 chili) per risparmiare: costano un terzo

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LIVORNO. Vengono dal Nord Africa e sono destinate al mercato livornese e in generale italiano. Nuova ondata di contrabbando di sigarette e il porto di Livorno riveste un ruolo focale, al centro di crocevia che potrebbero rivelarsi di vasta dimensioni. Dopo il boom degli anni Sessanta e il ritorno di fuoco di metà anni Novanta, il 2013 segna il ritorno del fenomeno del contrabbando di sigarette che è di nuovo in auge con rotte inedite. Se negli anni Sessanta le sigarette provenivano soprattutto da Grecia e Turchia e l’Italia era più che altro un punto di passaggio perché la merce era destinata in particolar modo ai mercati francesi e inglesi, oggi la situazione s’è del tutto capovolta. L’Italia è diventata la meta finale del traffico. Proprio su questo punto sono in corso complesse indagini della Guardia di finanza il cui obiettivo è arrivare all’origine del problema per sradicarlo. Lo spiega il comandante provinciale delle fiamme gialle, Fabio Massimo Mendella: «Stiamo assistendo da qualche mese a questa parte alla recrudescenza di un fenomeno, il contrabbando di sigarette, che era sparito da circa vent’anni. La merce non arriva più dalla Grecia, ma dal Nord Africa. Negli anni Sessanta i carichi giungevano a Napoli e negli anni Novanta in Puglia dove poi delle vetture veloci li portavano nell’area campana. Oggi invece le rotte portuali conducono la merce a Livorno. Il nostro scopo è risalire la filiera del fenomeno per stroncarlo sul nascere. La crisi ha un ruolo in questo ritorno».

E a proposito della crisi, c’è anche chi contrabbanda piccole quantità sigarette per risparmiare. Nelle scorse settimane la sezione porto delle fiamme gialle ha sequestrato 40 chili di sigarette nascoste in tutte le intercapedini possibili di una vettura, con a bordo tre bielorussi, che stavano per imbarcarsi per la Sardegna. Quei pacchetti li avevano pagati 1.50 euro nel loro Paese, meno di un terzo del costo in Italia. I tre sono stati denunciati per contrabbando di sigarette.

Capita spesso anche che marittimi approfittino delle sigarette di bordo, a loro disposizione a prezzi ribassati, per farne un’incetta e spedirle a casa ai parenti. Qualche giorno fa un membro di un equipaggio è passato sotto le finestre della Finanza porto con un sacco trasparente carico di pacchetti. I militari l’hanno visto dalla finestra, lo hanno fermato e denunciato: aveva con sé tre chili. In tutto quest’anno la Guardia di finanza ha sequestrato 47 chili di sigarette e denunciato sette persone.

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