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Livorno

Teste di Modigliani, per Cosimi sono «un fatto di costume»

Teste di Modigliani, per Cosimi sono «un fatto di costume»

Il sindaco in consiglio comunale: «Non c’entrano con l’arte» Due potrebbero essere messe a villa Trossi e una al mercato

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LIVORNO. «Le teste di Modigliani devono essere considerate un evento di costume, non certo culturale». Era molto atteso l’intervento del sindaco Alessandro Cosimi in consiglio comunale sulla questione legata a come utilizzare le Teste che, secondo la giunta, potrebbero anche essere divise: «Una parte a villa Trossi Uberti, magari due - ha spiegato il sindaco - e una parte al mercato». Sul fronte della spesa per provare comunque a valorizzarle, Cosimi ha spiegato che «in un capitolato di spesa sarebbero a disposizione 45mila euro, di cui 20mila euro messi dal Comune e 25mila euro investiti da privati, anche se i costi sarebbero minimi, non certo i 45mila euro di cui si parla». Sui tempi di realizzazione il sindaco ha detto che «non ci sono ancora date».

Ma è inevitabile che l’argomento a Livorno abbia un importante seguito, visti anche gli equivoci che si sono susseguiti rispetto alla vicenda. Sarà anche per questo che Cosimi, intervenendo al posto dell’assessore alle culture, Mario Tredici, ha “riesumato” il caso, partendo addirittura dalla nascita dello stesso Modigliani e finendo per dire che «chi intende usare quell’episodio per criticare la giunta di quel periodo commette un errore, visto che, semmai, gli errori commessi devono essere riferiti al potere della critica nel campo dell’arte». Così come sbaglia chi considera le false teste di Modigliani un evento culturale e che possano rappresentare la città: «Livorno ha tantissime attrazioni artistiche e non ha bisogno certo delle Teste».

Tutti più o meno d’accordo su questo in consiglio comunale con le parole del sindaco, anche da parte dell’opposizione (il dibattito è stato comunque interrotto e sarà ripreso nella prossima seduta). Marco Cannito, di “Città diversa” ha chiesto che l’iniziativa «non ricada economicamente sulle spalle dei cittadini», mentre Tiziana Bartimmo (Rifondazione) e Bruno Tamburini (Pdl), seppur con le differenze che li contraddistingue hanno proposto la stessa cosa: «Mettetele in un luogo più facilmente raggiungibile dai turisti».

Andreas Quirici

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