La protesta
«Non spaccio, l’erba era solo per me»
Il 37enne arrestato lunedì dalla polizia in aula: tolti i domiciliari, dovrà firmare due volte al giorno
LIVORNO. «Non sono uno spacciatore, l’erba era solo per me». È quello che Stefano Tosi, 37 anni, arrestato dalla polizia lunedì sera, cerca di spiegare tramite i suoi legali, gli avvocati Francesco Mori e Danilo Ferrante. Ieri mattina in tribunale era in programma l’udienza di convalida anche per il trentasetteenne per il quale il giudice ha dispsoto la revoca degli arresti domiciliari e la misura cautelare della firma due volte al giorno.
L’arresto di Tosi è stato quasi casuale. Gli agenti, infatti, pensavano che fosse vittima di un furto mentre nella sua casa hanno scoperto una sorta di laboratorio di marijuana, dove la droga veniva coltivata, essiccata, per poi pesata in camera da letto e stoccata in buste di plastica in soffitta.
A far scattare il blitz della polizia, il sospetto che un ladro stesse per mettere a segno un colpo in un appartamento nella zona delle Sorgenti. «Durante il normale servizio di controllo del territorio abbiamo visto la sagoma di un uomo mentre scavalcava il muro di cinta di un’abitazione».
Gli agenti hanno provato ad inseguire il presunto ladro ma senza successo, nonostante l’arrivo di altre pattuglie.
È a questo punto che si è presentato il padrone di casa. «Gli abbiamo raccontato quanto era avvenuto poco prima dicendogli che era necessario fare un sopralluogo nell’appartamento per verificare se il ladro avesse messo a segno il furto».
Agli agenti è bastato entrare nel giardino della casa per accorgersi della presenza di una pianta molto simile alla canapa indiana di cui il trentasetteenne non avrebbe saputo dare una giustificazione plausibile.
Al termine della perquisizione gli agenti hanno sequestrato tre bilancine elettriche, una busta in plastica con poco meno di un grammo di cocaina, un flacone di metadone, circa 500 euro e 2 telefoni cellulari.
Inoltre in soffitta è stato trovato «fogliame verosimilmente stupefacente del tipo marijuana suddiviso e contenuto in quattro buste in plastica trasparente per 350 grammi, tre contenitori in vetro con dentro dell’ hashish e numerose buste di plastica utilizzate per il confezionamento delle dosi.
In giardino nelle vicinanze della pianta, che appariva coltivata e ben curata, sotto un pergolato è stata sequestrata anche una stufa elettrica utilizzata per accelerare il processo di essiccazione delle foglie.
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