Gioco
È alleanza fra renziani e fronte Bolognesi
Ma i rottamatori si spaccano: il gruppo di Battocchi non firma tra le polemiche. Demi lascia il campo a Quintavalle e Silvestri
LIVORNO. Le liste erano già pronte: una per candidare Riccardo Demi alla segreteria territoriale del Pd (primo firmatario il presidente della circoscrizione 3, Giovanni Battocchi), l’altra per sostenere Alessio Quintavalle alla guida dell’unione comunale. Quelle liste, ieri mattina, hanno fatto il giro di circoli e Comune. Firmate, controfirmate, quasi impacchettate e pronte per essere consegnate stasera alla commissione provinciale del partito. Ma poi è successo qualcosa: un’alleanza di ferro con i “diversamente renziani” di Marida Bolognesi ha spaccato il fronte dei renziani “della prima ora”. E dall’assemblea che ieri è andata avanti fino a tarda notte al circolo Pizzi di Ardenza è saltato fuori il colpo di scena.
Tutti per Demi, poi... Facciamo un passo indietro. Nelle ultime settimane il cofondatore dell’associazione Livorno Adesso, Battocchi, ha lavorato a una candidatura per unire le diverse anime renziane del territorio, da Castagneto a Colle. Candidatura che ha preso presto il volto dell’assessore colligiano Riccardo Demi, numero due del sindaco Bacci e molto vicino al leader regionale dei rottamatori, Parrini. «È la persona giusta, attivo nel partito e amministratore, capace di unire tutte le aree di riferimento», dichiarava ieri mattina Battocchi con in mano la lista delle firme. Il presidente della 3 era convinto - come molti renziani livornesi - che Demi fosse lo sfidante certo del segretario in carica, Samuele Lippi. Allo stesso tempo da Livorno Adesso era partita la raccolta firme per candidare al comunale Quintavalle, l’organizzatore della festa del Pd, che qualche mese fa se n’è andato proprio dalla segreteria di Yari De Filicaia.
La strana alleanza. Ma nel pomeriggio hanno iniziato a ricorrersi telefonate, sms, e-mail. E a ridosso dell’assemblea in notturna si è palesato un nuovo schema. Quale? Gli iscritti riuniti nelle associazioni “Adesso” (Livorno, Colle, Cecina...) non sembrano essere gli unici renziani del territorio. Da qualche tempo rivendicano questa appartenenza anche gli iscritti di area - se così si può ancora dire - franceschiniana. A partire dal fronte di Marida Bolognesi. Questo fronte non ha mai fatto mistero di voler presentare un candidato contro il segretario comunale in carica, De Filicaia. «Meglio – si sentiva ripetere ieri pomeriggio – se sarà un candidato unico, capace di mettere insieme tutti quelli che vogliono il rinnovamento, che non si ritrovano nelle scelte fatte dai vertici locali del artito...». Così succede che Bolognesi e i suoi – che hanno dalla loro più iscritti dei renziani “della prima ora” e potrebbero assicurare più voti al congresso – scelgono di fatto i nomi. Sul piatto, per il comunale, ci finiscono due segretari di circolo: Alberto Silvestri (Pd Borgo, dipendente della Labronica Corse Cavalli) e Pietro Caruso (Pd Centro, consigliere provinciale). Cambia lo schema: Quintavalle candidato alla Federazione, Silvestri (che la spunta su Caruso) al comunale contro De Filicaia.
L’assemblea. Il disegno si palesa nel corso dell’assemblea, tra nomi, idee e «nomi che si fanno portatori di idee per il partito e per la città», come si augura qualcuno. I tasselli vanno in fila uno alla volta. Parecchi iscritti avanzano la candidatura di Demi alla Federazione. Uno, Sergio Landi, chiede di scendere in campo direttamente a Bacci. Quintavalle e Silvestri si fanno avanti da soli. «Con pudore dico che io ci sono, ci metto la faccia», esordisce il primo. «Metto a disposizione la mia candidatura per l’unione comunale», gli fa eco poco dopo il secondo. Quando Demi, alla fine, prende la parola per dire che «non intendo candidarmi, il mio è un ruolo di garanzia», «le candidature di Quintavalle e Silvestri sono più adatte della mia per la conoscenza che hanno degli iscritti» e «non ci sono renziani della prima ora, non dobbiamo fare le analisi del sangue a nessuno», è chiaro che il patto è fatto. E tra le righe degli interventi si capisce anche che un po’ più su di Livorno, a Firenze, la liaison è gradita. Parentesi: Demi non esclude di potersi candidare alla segreteria di Colle dove, racconta, il giovane candidato renziano dato praticamente per certo, alla fine avrebbe finito per firmare la lista di Maurizio Scatena...
È scontro. I renziani che fino a questo momento si sono dati da fare nell’associazione Livorno Adesso sono chiaramente spiazzati. Arianna Terreni non manca di ricordare al sindaco Bacci di quando a marzo, in diretta web al Tirreno, aveva inserito la Bolognesi tra i dirigenti «da rottamare». E dopo avere speso parole a favore della candidatura di Demi, fa capire che ora al comunale sosterrà De Filicaia. Battocchi – da sempre vicino all’ex assessore Mauro Grassi (e che secondo alcuni filo-Bolognesi avrebbe invece «fatto accordi con Yari») – non alza la voce, ma manda messaggi quando dice che «dobbiamo smetterla con i calci sotto al tavolo» e «parlarci a viso aperto, a tutti i livelli». Risultato: Livorno Adesso non sottoscrive le candidature.
Lenzi esce di scena. Un bel caos, mentre il leader di Uniti per cambiare Livorno, Alberto Lenzi, si sfila dalla corsa annunciata contro Lippi. «Avevo le firme in mano – sostiene – ma non mi candido: qui non vedo veglia di cambiare, le cose non si fanno da soli, ma in squadra».
Quarta fase si smarca. E tra gli iscritti si muovono i mal di pancia. «Il momento congressuale – scrive Ugo Boirivant, per Quarta Fase – dovrebbe essere un'occasione per evidenziare ciò che si è fatto e ciò che si dovrà fare. È un momento in cui il partito dovrebbe interrogarsi su come dare concrete risposte alle priorità che cittadini che stanno vivendo con drammatico disagio». «Tutto questo – chiude – non sta accadendo. Stiamo assistendo all'ennesima conta dove primeggiano i maneggiatori di tessere e non le proposte politiche di cui ad oggi non vi è traccia, mentre la città sta assistendo, disinteressata, a una querelle che allontana sempre di più la politica dai cittadini». Per questo «non intendiamo adeguarci» e «ci riserviamo di sostenere quel candidato che sarà portatore di una proposta che sia in netta discontinuità con il passato».
Juna Goti
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