Gioco
Tour turistici quasi infiniti ma all’infopoint sono solo 2
Il giro in battello della Venezia e sul pullman scoperto sono quelli “ufficiali” Le guide private ne propongono molti di più: «Livorno ha tante cose da vedere»
LIVORNO. “Bella Livorno” è il nome dato al depliant che distribuiscono al punto informazioni nella galleria del Palazzo Grande. All’interno ci sono appuntamenti per settembre e ottobre, in cui si trovano le date e la descrizione degli eventi fino alla notte di Halloween. Lo abbiamo ricevuto ieri mattina, dopo aver detto di dover portare in giro per Livorno un gruppo di amici stranieri e di essere alla ricerca di tour organizzati.
Il battello è, in pratica, l’unica proposta a parte la casa di Modigliani («Da visitare su prenotazione», dice l’addetta allo sportello) insieme al giro con il Livorno Sightseeing, il pullman scoperto. Stop. Un’offerta che molti operatori del settore definiscono ridotta e che potrebbe essere migliorata per permettere ai turisti di visitare davvero la città e non limitarsi a girare solo via Grande e strade limitrofe. E parlando con una guida turistica si scopre che il ventaglio delle opportunità livornesi è molto, ma molto più ampio.
Tanti itinerari. «L’altro giorno abbiamo portato un gruppo di turisti a fare il tour della Livorno Ebraica. Sono rimasti contentissimi». A parlare è Ursula Pareti, dell’Associazione Guide storiche che collabora con il punto informazioni e che lavora anche in sinergia con altre associazioni turistiche della città come Amaranta e Discovering. «In fatto di itinerari - dice - c’è quello della Venezia che comprende il giro tra i canali in battello o del quartiere a piedi, visitando anche il mercato centrale. Oppure il Lungomare, ma anche i tour artistici alla scoperta dei Macchiaioli al museo Fattori. C’è anche il tour della Città cosmopolita che tocca le chiese di via della Madonna, quella di Santa Caterina, quella di Santa Giulia e il monastero di Montenero. Oppure la Livorno sotterranea con la Venezia, ma anche le cantine con la spiegazione di tutte quelle persone che hanno fatto i lavori più strani e faticosi all’interno del porto e di questo quartiere così speciale». Il giro sulle tracce della comunità ebraica tocca la sinagoga, museo Marini, la casa di Modigliani e il cimitero degli ebrei. «Ma c’è anche quello sulla comunità inglese e poi è possibile effettuare la visita al palazzo del tribunale, dove un tempo d’era l’inquisizione e di palazzo De Larderel».
Cosa manca. Le guide cittadine hanno ottenuto un loro spazio all’interno del punto informazioni attraverso il quale promuovono i vari itinerari. Quelli descritti, però, sono tour che prevalentemente fanno fare a turisti che contattano le guide via internet e che non sono crocieristi. «Il 90% dei contatti ci arriva dalla Rete», spiega Pareti che aggiunge: «In questo momento mancano risorse per promuovere bene il turismo. Ma spesso manca anche la voglia da parte delle istituzioni di ascoltare i nostri consigli. A Livorno manca una cartellonistica adeguata che porti il turista al punto informazioni, appena scesi dalla navetta proveniente dal porto. Poi mancano veri e propri punti informazioni in luoghi strategici, come il Porto mediceo o la Stazione Marittima o addirittura al santuario di Montenero. In tutti questi luoghi ci sono spazi che nessuno usa e che potrebbero esser molto utili per rendere questa città ancora più appetibile dal punto di vista turistico».
Il pullman per Pisa. Il campanilismo non c’entra, perché da quando è stato istituito, secondo Ursula Pareti, «i turisti che restano a Livorno sono diminuiti notevolmente. Basterebbe mettere una guida a bordo che, finita la visita alla Città della Torre, porti gli stranieri a vedere qualcosa di Livorno, magari vendendo pacchetti per il battello o per qualche museo cittadino».
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