Gioco
Livorno “maglia nera” dei porti Nel 2013 crocieristi in calo del 18%
Numeri impietosi dall’Italian Cruise Watch: lo scalo labronico è l’unico a perdere tra quelli italiani Il settore è in ripresa e, dopo l’effetto negativo della Concordia, tornerà a 11,5 milioni di passeggeri
LIVORNO. Le stime del mondo crocieristico rivelano che in Italia domina il segno “più”. Il 2013 dovrebbe chiudersi con un +5,1% di passeggeri rispetto al 2012. Ovunque, tranne che a Livorno. Sono i risultati dell'Italian Cruise Watch, il rapporto di ricerca del settore crocieristico che sarà presentato il prossimo 25 ottobre alla Camera di Commercio, all'interno della terza edizione dell'Italian Cruise Day. Contiene i dati più aggiornati e le previsioni per il futuro del comparto. Una fotografia delle dinamiche nazionali delle love boat che fa ben sperare, ma che segna un passaggio abbastanza preoccupante per Livorno e il suo porto.
2013, l’anno nero. Le stime relative alla chiusura del 2013 mostrano una crescita sia per quanto concerne il numero dei passeggeri, un totale di 11,4 milioni di vacanzieri, sia per le toccate navi (+4,9%) rispetto al 2012. Lo scorso anno sarà ricordato come l'anno funesto della crocieristica italiana non solo per la tragedia della Costa Concordia ma anche per un netto calo del mercato. Eppure, nel 2013 l'effetto Giglio sembra non essersi fatto sentire. «Le nostre stime – spiega Francesco Di Cesare, presidente di Risposte Turismo e "padre" dell'Italian Cruise Day – ci fanno credere che la crescita attesa per il 2013 in termini di movimentazione passeggeri, quindi imbarchi, sbarchi e transiti, riporti il comparto vicino agli 11milioni e 500mila crocieristi del 2011, record assoluto per il nostro Paese». Insomma, dopo aver sceso uno scalino nel 2012, il mondo delle love boat risale e torna al pari con il 2011.
La debacle di Livorno. Ma il porto di Livorno, sempre secondo le stime che vengono presentate nello studio di Italian Cruise Watch, inverte totalmente la tendenza fin qui descritta. Livorno è l'unico porto con segno negativo. Si tratta di un vero e proprio tracollo: -18,1% di passeggeri e -8,6% toccate di navi. Che, tradotto in termini numerici, significa circa 187mila crocieristi in meno rispetto al 2012 e 40 navi che hanno scelto di fuggire da Livorno. Dopo aver toccato la soglia simbolica di un milione di passeggeri, nel 2013 lo scalo labronico si attesterà invece intorno alle 850mila unità. Di certo, il nostro porto non si è mai sognato di competere con giganti del settore come Civitavecchia, che si conferma al primo posto nel traffico passeggeri con 2,5milioni di crocieristi e un trend positivo del +4,2%, o Venezia (+3,3%). Eppure, anche le realtà più vicine alla nostra hanno preso il volo. È il caso del “modello Napoli”. Il porto campano e quello livornese avrebbero dovuto procedere di pari passo. Invece, le stime dicono che dove Livorno perde il 18,7% di passeggeri rispetto al 2012 (come già sottolineato, anno già nero per le crociere), il porto partenopeo guadagna un +5% per un totale di 1,3 milioni di passeggeri e 517 toccate di navi (+5,1%).
Attenti al “cavallone”. «Abbiamo un potenziale qualitativo molto alto – sostiene Roberto Nardi, presidente della Camera di Commercio – il mondo delle crociere rappresenta un elemento concreto e duraturo. Tuttavia, bisogna ammettere che i servizi portuali connessi non raggiungono ancora gli standard richiesti dai tour operator. Per la nostra città vale la regola per cui o si sta sulla cresta dell'onda oppure c'è il rischio che il “cavallone” finirà per travolgerci».
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