A Pisa il futuro del web, via all'Internet Festival 2013
In quattro giorni 150 eventi e 200 ospiti. Il Tirreno seguirà gli eventi in programma ogni giorno con una diretta multimediale. Partecipate al liveblog inviando commenti, foto e video: basterà collegarsi sul sito e inserire il proprio contributo nella pagina dell'evento oppure commentare su Twitter utilizzando #IF2013. Lo stesso hashtag può essere utilizzato anche su Instagram
PISA. Il centro esatto della ragnatela. Fino a domenica i fili del web italiano faranno capo a Pisa. Che ospita un programma sterminato di eventi, tutti aperti al pubblico (e gratuiti). È l’Internet Festival 2013. Un’edizione ambiziosa, grandi numeri e grandi firme per disegnare lo stato dell’arte del virtuale e le sue ipotizzabili ricadute sul reale.
Claudio Giua, direttore del Festival, ha reinterpretato la città della Torre – ma anche del Cnr, della Normale, del Sant’Anna – disegnando un circo a più piste con vista sul futuro. Impossibile seguire tutto, decine e decine di eventi da assemblare in una personale playlist e da aprire come files saltando da uno all’altro dei luoghi deputati. «Questa terza edizione – dice Giua – è quella della stabilizzazione, fondamentale per capire dove possiamo arrivare. Intanto vogliamo superare i numeri già eccezionali dell'anno scorso: puntiamo a 60mila visitatori».
Tanti i nomi di rilievo, i conferenzieri di livello internazionale, i guru del web. Mercoledì l'antipasto del festival: un flash mob all'ora di pranzo nella centralissima Logge dei Banchi (VIDEO). Il Tirreno seguirà gli eventi in programma ogni giorno con una diretta multimediale. Ma non finisce qui. Saremo anche presenti con uno stand alla Loggia dei Banchi: quindi venite a trovarci, vi aspettiamo numerosi!!! Partecipare e inviare commenti, foto e video sul Festival è facilissimo: basterà collegarsi sul sito e inserire il proprio contributo nella pagina dell'evento oppure commentare su Twitter utilizzando #IF2013. Lo stesso hashtag può essere utilizzato anche su Instagram.
Ma il protagonista che più rischia di attirare l’attenzione su di sé non è un personaggio, ma un materiale: il grafene, scoperto nel 2004 e già oggetto di 10mila brevetti depositati, il materiale più sottile presente in natura. E giovedì 10 alle 17,30 sarà possibile “conoscerlo di persona” nell’incontro “Grafene superstar” al Palazzo dei Congressi, con due ricercatori, Vincenzo Palermo (Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività Isof-Cnr) e Pasqualantonio Pingue (Chief Operating Officer al laboratorio Nest Scuola Normale Superiore). «Quello su cui lavoriamo – spiega Palermo – è un materiale innovativo realizzato per la prima volta nel 2004 da Andre Geim e Konstantin Novoselov, premiati poi con il Nobel. È costituito da uno strato di atomi di carbonio di spessore equivalente alle dimensioni di un solo atomo». E come fu per la plastica, potrebbe rivoluzionare lo stile di vita dei prossimi anni.
«La grafite, da cui si ottiene il grafene – va avanti il ricercatore – è come un blocco di fogli uno sull'altro. Il singolo foglio, il grafene, assume proprietà molto diverse. In particolare le cariche elettriche che lo attraversano hanno una mobilità enorme, il che consente di avere un'elettronica molto più veloce, 10 volte di più degli attuali transistor a base di silicio. La tecnologia del silicio è però ben sviluppata e avanzata, e gli esperti dicono che il grafene non la sostituirà. Ma consentirà nuove applicazioni, grazie anche ad un’altra caratteristica: la flessibilità. Per questo tante ditte di primissimo piano come Samsung e Nokia sono interessate, e partecipano alla ricerca».
Già oggi alcuni prodotti “al grafene” sono commercializzati, come le racchette da tennis di ultima generazione, e sono in fase avanzata di studio additivi per plastiche per realizzare sensori e batterie di nuovo tipo. «Molte delle applicazioni pubblicizzate – ammonisce Palermo – sono per ora teoriche, ottenibili su scala di laboratorio, e dalla scoperta alla commercializzazione passa del tempo. Quello che abbiamo è un materiale con proprietà eccezionali, che promette applicazioni importanti per l’elettronica flessibile».
Qualche idea? Cellulari o tablet flessibili che si possono arrotolare al polso, computer “da indossare” ma anche elettronica pervasiva destinata a interagire col corpo umano: chips malleabili da inserire sotto la pelle destinati a interfacciarsi tramite microsensori col corpo umano. «Di tutto questo – dice il dr. Pingue – parleremo all’Internet Festival. Con il dr. Palermo e la dottoressa Valentina Tozzini illustreremo le applicazioni nell’elettronica, faremo vedere cosa è il grafene, in che forma si presenta, racconteremo come si fabbrica, mostreremo immagini al microscopio elettronico e ottico. Seguirà un talk show».
La diretta Twitter e le foto su Instagram (#IF2013)
I metodi di fabbricazione, spiega Pingue, di base sono due. «Crescita Cvd (chemical graphic deposition) o esfoliazione chimica. Arriva la grafite poi con metodi a ultrasuoni o solventi si sfoglia e si ricavano singole pagine. Oppure si può partire da altri elementi, come il rame, e utilizzando il carbonio si fa depositare fino a formare il reticolo del grafene. I tempi sono contenuti, il metodo di crescita Cvd richiede qualche ora. In prospettiva sono tutte procedure né lunghe né particolarmente costose».
Caratteristiche che, a meno di 10 anni dalla scoperta, hanno sollevato intorno al grafene un interesse enorme. L’Unione Europea lo ha scelto per due progetti decennali “flagship”, ovvero quei progetti che coinvolgendo vari gruppi di ricerca e aziende, tentano di trasformare la ricerca in tecnologia utile per l’Ue. Da Pisa il primo ottobre è partito il progetto “Flagship grafene” con un consorzio composto da 120 gruppi di ricerca e da varie industrie.
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