Gioco
Foto aeree per stanare i guai del catasto
Quasi una campagna di guerra contro gli evasori del mattone, quella che l’Agenzia ha fatto partire sette anni fa con un decreto dell’ottobre 2006 firmato dal governo Prodi appena insediato per mano...
Quasi una campagna di guerra contro gli evasori del mattone, quella che l’Agenzia ha fatto partire sette anni fa con un decreto dell’ottobre 2006 firmato dal governo Prodi appena insediato per mano del ministro Tommaso Padoa Schioppa. L’idea è l’uovo di Colombo: basta prendere le fotografie aeree con cui l’Agea (Agenzia erogazioni agricoltura) ha coperto a tappeto tutto il territorio, un po’ come una Google Maps del fisco, e poi raffrontarla con quel che sta scritto nelle mappe conservate al catasto. Nel mirino il mancato aggiornamento delle carte del Catasto.
Non ci voleva poi molto a immaginare lo strumento, quel che mancava semmai era la voglia di mettersi su un sentiero di conflittualità diffusa con la vastissima gamma di cittadini che le tasse vorrebbero farle pagare solo agli altri.
Sovrapponendo le due mappe vengono a galla una sfilza di cose che non tornano: e parlare semplicemente di «una sfilza» è un benevolo eufemismo.
Nel giro di appena un anno l’Agenzia delle Entrate pubblica un listone di particelle catastali sospette: solo per Livorno città se ne contano 1.531. Praticamente una abitazione su 43. E va già di lusso: basti dire che a Piombino i guai emergono in un caso su 31, a Campiglia Marittima in uno su 27. Ma si arriva anche a standard ben più rilevanti: 800 contestazioni a Collesalvetti, una casa su otto, e a Suvereto una su tre.
Peccato che la pubblicazione finisca sì sul web o all’albo pretorio dei singoli Comuni ma nessuno vada a bussare al singolo proprietario e gli dica che qualcosa della sua documentazione catastale non va.
Nei fatti, comunque, si è aperto il contraddittorio con le parti in causa: i proprietari si sono fatti vivi e hanno presentato le proprie ragioni.
Non è vero che tutti siano furbetti che cercano di farla franca. In tutta la nostra provincia nel 2007 erano 7.991 le particelle catastali che non tornavano con le foto aeree: ci sono situazioni per le quali gli accertamenti sono ancora a metà del guado (133 sono a Livorno città) ma il fatto che l’attribuzione di rendita, d’ufficio o no, abbia riguardato 4.116 immobili vuol dire che in quasi la metà dei casi il contribuente è riuscito a sgombrare il sospetto iniziale. E in questo Livorno è grossomodo in linea con il resto d’Italia.
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