Il Tirreno

Livorno

l'inchiesta

Studente di 18 anni arrestato per spaccio

di Federico Lazzotti
Studente di 18 anni arrestato per spaccio

Il blitz dei carabinieri in un fondo di via Verdi, nello zaino dell’adolescente un sacchetto con oltre mezz’etto di marijuana

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LIVORNO. A 18 anni nella zaino della scuola non aveva i libri di testo ma una busta con quasi un etto di marijuana, già diviso in dosi. Nella sua cameretta, invece, tra giochi elettronici e foto da adolescente, nascondeva tutto il necessario per confezionare la droga, a cominciare dalle buste di nylon e una bilancina di precisione che adoperava per la pesatura.

Un’attività, quella dello studente spacciatore, che doveva essere abbastanza remunerativa, visto la somma di denaro che i carabinieri gli hanno trovato in tasca: oltre duecento euro, è ben più alta rispetto alla normale paghetta settimanale che un suo coetaneo riesce a tirare su tra genitori e nonni.

Ma la carriera di baby spaccino per un diciottenne livornese di buona famiglia è finita lunedì sera intorno alle 19,30 in un fondo di via Verdi quando i carabinieri del nucleo investigativo hanno eseguito un blitz anti droga.

«Quando siamo entrati abbiamo trovato una decina di ragazzi che fumavano marijuana - raccontano i militari - tra questi anche alcuni minorenni». In mezzo a loro anche il giovane diciottenne. Dello studente i carabinieri non hanno voluto fornire il nome «perché - spiegano - si tratta di un ragazzo giovane e incensurato che speriamo capisca la lezione».

Il controllo. Quello andato in scena in via Verdi l’altra sera non è stato un controllo casuale. Lo confermano gli stessi investigatori quando invece di fornire particolari sull’operazione spiegano «che sono in corso accertamenti». E che «l’indagine non è ancora chiusa».

Molto probabilmente il fondo a due passi da piazza Cavour era finito nel mirino dei militari da qualche tempo. Quello che è certo è che l’immobile sia stato affittato a tre studenti universitari e che in poco tempo sia diventato il punto di ritrovo per un gruppo di amici che comprende una trentina di ragazzi. Non è escluso che uno di questi possa essere uno degli acquirenti individuati dai carabinieri nel corso delle ultime indagini, come quella che ha riguardato lo spaccio in collina.

La perquisizione. Quando i carabinieri sono entrati e hanno visto quella sorta di coffee shop alla livornese hanno iniziato a fare domande e controllare le borse dei ragazzi. Arrivati a quella del diciottenne la scoperta: all’interno dello zaino è spuntata fuori la busta di marijuana. Scrivono i militari: «La borsa conteneva oltre 70 grammi di marijuana, già suddivisa in dosi e pronta ad essere smerciata». Oltre alla droga che venduta al dettaglio avrebbe fruttato circa mille euro, i militari hanno trovato «un bilancino di precisione e una somma in contanti di 230 euro in banconote di vario taglio, ritenuta il provento dell’attività di spaccio». Durante tutta la perquisizione - racconta chi l’ha eseguita - il giovane si è mostrato collaborativo e si sarebbe preso tutta la responsabilità.

La visita a casa dei genitori. Intorno alle 21,30 per i genitori del ragazzo si è materializzata una delle paure che mamma e papà cercano sempre di tenere lontana. Nel palazzo in pieno centro dove la famiglia vive hanno infatti suonato i carabinieri. «Dobbiamo salire per eseguire una perquisizione», hanno detto al citofono. Quando sono arrivati alla porta dell’appartamento hanno spiegato ai genitori del ragazzo che il loro figlio era stato arrestato per spaccio di droga. Poi sono entrati e si sono diretti nella camera dell’adolescente. «Abbiamo sequestrato ulteriore stupefacente - raccontano i carabinieri - circa 7 grammi e diverso materiale per il confezionamento della droga».

L’incontro in caserma. I genitori e il figlio appena arrestato si sono incontrati intorno alle 22,30nella comando provinciale dei carabinieri. «È stato un faccia a faccia piuttosto duro», ricordano. Il padre del ragazzo in particolare avrebbe espresso tutto il suo dispiacere nei confronti del figlio.

Niente carcere, starà a casa. Vista la delicatezza dell’arresto, i carabinieri in serata si sono messi subito in contatto con il magistrato di turno, il pubblico ministero Rosa. Vista la giovane età del ragazzo e la fedina penale ancora pulita, il sostituto procuratore ha disposto che il diciottenne non fosse trasferito in carcere ma messo agli arresti domiciliari.

Toccherà al giudice nei prossimi giorni decidere se convalidare l’arresto e nel caso disporre un’altra misura cautelare. In ogni caso, l’arresto dell’altra sera sembra un primo passo verso la repressione dello spaccio e del consumo di droga tra i più giovani. «L’’inchiesta va avanti», spiegano gli investigatori che però allo stesso tempo ripetono che nessuno dei ragazzi trovati nel fondo a fumare è stato per adesso denunciato o segnalato alla Prefettura come consumatore.

 

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