Il Tirreno

Livorno

Vitolo (ente sordi)

«Servono più fondi per il sostegno agli studenti disabili»

LIVORNO. «Gli studenti con disabilità comunicative non sono cittadini di serie B, eppure alle scuole superiori hanno a disposizione l’insegnante di sostegno e l’assistenza comunicativa per un’ora e...

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LIVORNO. «Gli studenti con disabilità comunicative non sono cittadini di serie B, eppure alle scuole superiori hanno a disposizione l’insegnante di sostegno e l’assistenza comunicativa per un’ora e 50 minuti a settimana, contro le 8 ore di tre anni fa. Così viene negato loro il diritto allo studio». Sono le parole di Vania Vitolo, operatore professionale dell’Ens (Ente nazionale sordi), che si occupa di assistenza comunicativa rivolta ai ragazzi con disabilità.

«Secondo la legge 104 del 1992 - continua Vitolo - agli studenti con disabilità comunicativa devono essere garantite almeno 9 ore settimanali tra insegnante di sostegno e assistenza comunicativa. Per le scuole elementari e medie livornesi, l’Ens ha concordato con il Comune 8 ore settimanali, ma quando i ragazzi passano alle superiori tutto questo non è più garantito». Fino al 2010 erano stabilite 8 ore anche per le superiori, mentre da tre anni sono state ridotte.

Sono sette i ragazzi delle scuole superiori di Livorno e provincia che necessitano dell’insegnante di sostegno e dell’assistenza comunicativa che la Provincia dovrebbe garantire con finanziamenti. «Per la loro assistenza comunicativa – dice Vitolo - servirebbero 6500 euro all’anno, per un totale di 40mila euro complessivi. Ma la Provincia, dallo scorso anno, può garantire solo 9mila euro, a causa dei tagli». A sostegno dell’Ens è intervenuta Sinistra Ecologia e Libertà (Sel): «La Provincia – dice Andrea Ghelarducci, segretario provinciale Sel - ha presentato un bando di selezione per un incarico di alta professionalità per svolgere mansioni che al momento sono affidate al personale già presente, chi ricoprirà l’incarico avrà uno stipendio annuo di circa 21mila euro. Un bando che ci pare inutile, dato che non sappiamo neppure che fine faranno le Provincie. Noi proponiamo che venga congelato l’incarico e che questi soldi siano usati per inserire un interprete nell’ufficio Urp della Provincia per i cittadini con disabilità comunicative e per le esigenze scolastiche degli studenti con difficoltà». Infine, Livio Pacini spiega che «abbiamo avuto incontri con le istituzioni, ma niente si è mosso. Eppure si tratta di piccoli problemi che sarebbero risolvibili con poco».

Valeria Cappelletti

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