Gioco
Lippi: «Non mi ricandido» Poi la direzione Pd lo frena
L’annuncio: «Anche qui serve il rinnovamento, lascio ma resto a disposizione» I dirigenti fanno muro: «No alla crisi al buio». Lui: «Ci penso un’altra notte»
LIVORNO. «Per me la politica non è un mestiere, ma un modo di interpretare la vita migliorando i contesti, le relazioni, le opportunità di lavoro, le condizioni sociali, garantendo equità. Il Pd, anche a livello locale, necessità di un rinnovamento deciso e capace di interpretare i cambiamenti della società in cui viviamo. Per questo ritengo non opportuno ricandidarmi alla segreteria della Federazione livornese, ma resto a disposizione per aiutare il partito in questa delicata e complessa fase politica». Punto.
È con queste parole che Samuele Lippi, ieri sera, ha aperto la direzione del Pd. Parole arrivate al termine di cinque pagine in cui ha parlato anche di sofferenza rispetto a certe decisioni prese a livello nazionale dal partito. Per poi annunciare: «Non mi ricandido».
Che Lippi avesse intenzione di lasciare il timone di via Donnini si era capito da un po’. Almeno da quando è iniziata a circolare la voce di una possibile candidatura a sindaco di Cecina, la sua città. Va detto, però, che il primo cittadino Stefano Benedetti non ha ancora fatto sapere se si ripresenterà agli elettori: scioglierà il nodo entro fine ottobre.
Ieri quelle parole pronunciate sul «restare a disposizione» e sull’uscita di scena a ridosso del congresso hanno fatto pensare molti che verso Cecina ci fosse più di un pensiero. Poi, in nottata, è arrivata la frenata. A mezzanotte passata la direzione ha strappato al segretario un «ci penso un’altra notte, valuterò». Il primo a chiedergli di ripensarci è stato l’ex parlamentare Marco Susini, seguito dal capogruppo in Regione, Marco Ruggeri e da altri. «Vietato – hanno ripetuto – aprire una crisi al buio». Visto il «no, grazie» di Alessio Ciampini a una possibile “successione”. L’organizzatore Claudio Seriacopi gli ha chiesto esplicitamente di candidarsi. Ma non sono mancati attacchi, come quello della segretaria di Shangai, Simonetta Pampaloni, che lo ha definito «irresponsabile». Il risultato è che Lippi – scelto per guidare la Federazione nell’ottobre del 2011, dopo l’addio turbolento di Di Rocca – è entrato in direzione da “segretario ancora per poco” e c’è uscito da “segretario non si sa per quanto”. Tira e molla che non potrà durare a lungo.
A pochi mesi dalle amministrative e senza candidati alternativi sul piatto, la vecchia guardia del partito deve avere avuto paura della breccia: i renziani si stanno muovendo, non è chiaro cosa farà il fronte Bolognesi. Le candidature alla Federazione dovranno essere presentate entro venerdì.
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