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Livorno

Rete informatica ko e pagare il ticket diventa un’odissea

Rete informatica ko e pagare il ticket diventa un’odissea

Caos all’ospedale ieri con le casse automatiche fuori uso La storia di un cittadino costretto a fare la fila allo sportello

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LIVORNO. Un’odissea per una rete informatica che va a singhiozzo. «Ma soprattutto per la mancanza di informazioni da parte del personale». Silvano Vetrini abita a Bolgheri e ieri mattina, per una visita dermatologica di quindici minuti a suo figlio, è rimasto all’ospedale di Livorno dalle 9,30 alle 11,30. Due ore per pagare il ticket, visto che le macchine automatiche non funzionavano e che agli sportelli con cassiere si era formata una fila infinita.

Vetrini, insieme alla moglie e al figlio, sono partiti da casa alla volta di Livorno e, durante il tragitto, ha pensato di fermarsi a Cecina per pagare il ticket. «Pensavo che in un ospedale più piccolo - racconta avrei avuto meno problemi per questa semplice operazione». Invece già a Cecina le cose hanno cominciato a non funzionare. «Le macchinette non sembravano avere problemi - dice - ma appena cominciavi le operazioni per il pagamento sullo schermo appariva una scritta che indicava il mancato collegamento della rete. Ho fatto un paio di prove e sono ripartito, pensando che a Livorno sarebbe stata tutta un’altra situazione». Invece è stato proprio lì che la mattinata della famiglia vetrini è diventata davvero dura.

«Dopo che mio figlio è stato visitato - prosegue - sono andato alla ricerca di una macchina per il pagamento del ticket. Ne ho trovata una all’ingresso. Ho cominciato l’operazione, ma dava lo stesso errore. Ho cercato qualcuno a cui chiedere aiuto, ma l’unica cosa che hanno saputo dirmi è stata quella di cercarne un’altra. Trovata la seconda ho avuto lo stesso risultato avuto da quella di Cecina e dalla prima di Livorno. Mi sono anche rivolto alla direzione sanitaria, dove un’addetta mi ha spiegato di essere a conoscenza del malfunzionamento, ma che che il sabato e la domenica non vengono effettuate riparazioni informatiche». Intanto nei corridoi dell’ospedale la folla di persone col suo stesso problema cresceva e si arrabbiava.

«Alla fine sono stato indirizzato al poliambulatorio per pagare al cassiere - sottolinea - ma avevo 70 persone davanti e ho perso tutto quel tempo per un semplice pagamento».(a.q.)

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