Gioco
La carica dei 400 contro la crisi
Studenti sfilano in centro: uova contro banche e auto dei vigili, fumogeni davanti al Comune. «No al precariato»
LIVORNO. In quattrocento a sfilare per le strade del centro per dire no alla crisi, al potere delle banche e al precariato. Gli studenti livornesi fanno sentire la propria voce in una manifestazione animata, ma pacifica, che ha coinvolto tutta la città. A tirare le fila del corte gli studenti delle scuole superiori, Cecioni e Iti in testa e tutte le altre a seguire. Poi a metà sfilata si sono aggiunti anche i ragazzi del Comitato ex Caserma occupata che hanno partecipato al corteo con il loro mezzo - collocato in apertura del corteo - con musica e altoparlante, oltre a uno striscione di protesta.
La manifestazione, inserita nello sciopero nazionale regolarmente annunciato alle questure, prende il via da piazza Cavour, cuore della città e luogo facilmente raggiungibile da tutti gli istituti scolastici. Gli studenti sono circa 300 poi strada facendo molti si uniscono spontaneamente alla manifestazione. “Pensa agisci lotta”: questo lo striscione centrale della sfilata. Il corteo inizia subito con una forte azione di protesta in via Cairoli, ribattezzata come via delle banche. E proprio queste ultime diventano il bersaglio privilegiato degli studenti che hanno lanciato uova e poi messo il tradizionale nastro bianco e rosso (tipico delle azioni di sequestro e di transennamento) all’ingresso dell’Unicredit, come a voler indicare una chiusura simbolica della sede.
Il corteo prosegue verso piazza Grande per poi arrivare in piazza Civica, davanti al Comune, momento clou della manifestazione, che davanti alle scale del palazzo vecchio dell’amministrazione fa una pausa. Qui i giovani, urlano cori e slogan al megafono, esprimendo il disappunto verso le politiche del Governo sulla scuola ma anche evidenziando i problemi legati al lavoro e quindi al precariato. Alcuni studenti si arrampicano sulle scale del Comune vecchio e attaccano uno striscione e poi accendono vari fumogeni arancioni. Alcune uova finiscono contro un’auto dei vigili urbani.
La sfilata riprende il suo percorso su via degli Avvalorati con obbiettivo piazza della Repubblica, tappa finale.
Il corteo viene seguito dalla polizia con mezzi e agenti sia in borghese sia in divisa. In particolare c’è la Digos e gli esperti della polizia scientifica che riprendono tutto con le telecamere, facendo anche qualche foto. A rafforzare il servizio di ordine pubblico ci sono anche i carabinieri e la polizia municipale. Tutto si conclude intorno a mezzogiorno.
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