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Fusioni, i piccoli Comuni al voto con i referendum

Fusioni, i piccoli Comuni al voto con i referendum

In 19 dovranno decidere se perdere l’autonomia in cambio di incentivi economici. Urne aperte domenica e lunedì: ecco come si vota

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aDomenica e lunedì si vota in diciannove comuni della Toscana. Elezioni anticipate? Nient’affatto. Si vota per esprimersi sulla proposta di fusione tra due o più Comune. E’ la seconda volta che accade nella nostra regione, dopo i referendum del giugno scorso che - un po’ a sorpresa - in tre casi (Elba, Casentino, San Niccolò-Montemignaio) hanno bocciato l’ipotesi di fusione. La provincia più interessata da questa tornata di referendum è quella di Pisa.

Le urne resteranno aperte domenica 6 dalle 8 alle 22 e lunedì dalle 8 alle 15. Serve la tessera elettorale e il documento d'identità.

DOVE SI VOTA. Stavolta si vota per la fusione tra Borgo a Mozzano e Pescaglia (Lucca), Pratovecchio e Stia (Arezzo), Capannoli, Palaia e Peccioli (Pisa), Crespina e Lorenzana (Pisa), Casciana Terme e Lari (Pisa), Aulla e Podenzana (Massa Carrara), Villafranca in Lunigiana e Bagnone (Massa Carrara), Campiglia Marittima e Suvereto (Livorno) e San Piero a Sieve e Scarperia (Firenze).

In caso di vittoria del sì, alla fine dell’anno decadranno tutti gli organi attuali e l’amministrazione sarà affidata a un commissario nominato dal prefetto che amministrerà il Comune in attesa di andare alle elezioni amministrative - nella primavera del 2014 - per eleggere il nuovo sindaco e i nuovi consiglieri. Nel caso contrario, invece, non si realizzerà la fusione prevista, i Comuni agiranno singolarmente - senza però beneficiare delle facilitazioni e degli incentivi - e con l’obbligo di gestire tutte le funzioni in maniera associata.

LA MAPPA DEI COMUNI AL VOTO (I colori indicano i paesi che vogliono fondersi)

PERCHE' UNA FUSIONE. La legge prevede, per i Comuni che si uniscono, lo sblocco del Patto di stabilità per tre anni, incentivi per i prossimi dieci anni che sono quantificabili in 250mila euro l’anno - per 5 anni - a ognuno dei Comuni che si fondono, e che arrivano dalla Regione e un importo annuo pari al 20% dei trasferimenti avuti nel 2010 da ognuno dei Comuni interessati, per 10 anni. La convenienza economica c’è tutta ma - come è stato nel caso dell’Elba - le resistenze non mancano, per ragioni storiche e di campanile. Come a Suvereto, dove l’unione con Campiglia Marittima è molto contrastata.

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di Redazione web