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«Dacci i soldi o ti picchiamo» Gruppetto di bulli aggredisce e rapina un giovane
E’ successo venerdì mattina in via Grande, la polizia ha rintracciato e denunciato per estorsione i tre aggressori. La vittima e un suo amico sono finiti in pronto soccorso
«Dacci i soldi altrimenti ti picchiamo». La vittima soldi non ne ha e allora gli aggressori, un gruppetto di tre minori sui 17 anni, due livornesi e uno straniero, lo picchiano e lo rapinano del cellulare. Un brutto episodio successo venerdì mattina in piazza Grande. Vittima un giovane che abita nella zona di Collesalvetti. Inutile l’intervento dell’amico, coetaneo, anche lui di Colle, che per difendere il compagno ha preso anche un po’ di botte. Ma grazie al tempestivo intervento delle volanti e della squadra mobile della polizia, subito avvisate dalle vittime, gli autori sono stati rintracciati. L’aggressione si è così conclusa con tre denunce per estorsione alla procura presso il tribunale dei minori di Firenze.
Tutto è iniziato di prima mattina in piazza Grande, quando stava per cominciare la manifestazione legata al corteo studentesco per lo sciopero. Per questo i ragazzini non erano andati a scuola e anche la vittima dell’estorsione e il suo amico erano in giro per la città. I tre si sono avvicinati al ragazzo preso di mira con fare minaccioso, dicendogli di tirare fuori i soldi «se no ti picchiamo». Il giovane però non aveva soldi e comunque non aveva certo intenzione di darglieli dietro minaccia. E così gli aggressori sono passati all’azione e hanno immobilizzato il giovane, riempiendolo di pugni e rubandogli il cellulare. Poi, con lo smartphone in mano, pretendevano 80 euro. E’ nata una colluttazione in cui è rimasto ferito anche l’amico. I due amici a quel punto sono scappati e poi sono andati al pronto soccorso: hanno avuto entrambi 5 giorni di prognosi per graffi e lividi. Intanto i due hanno avvisato la polizia fermando una volante di passaggio e indicando il nome di uno dei tre aggressori: da lì gli investigatori sono risaliti anche agli altri. Tutti e tre sono stati riconosciuti dalla vittima. E allora è scattata la denuncia.
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