La protesta
Personaggi, storie e leggende da corsia
LIVORNO. La leggenda dice che ce ne sia almeno uno in ogni ospedale; per i malati e per i loro parenti è una specie di santo cui rivolgersi: è il “dottorino”, simpatico, sorridente, sempre...
LIVORNO. La leggenda dice che ce ne sia almeno uno in ogni ospedale; per i malati e per i loro parenti è una specie di santo cui rivolgersi: è il “dottorino”, simpatico, sorridente, sempre disponibile, il Robin Hood dei malati.
È solo uno dei personaggi raccontati nel libro “Io meno male che c'è la salute” (Felici Editore), scritto a due mani da Susanna Berti Franceschi e Gian Ugo Berti, una lettura divertente, leggera, irriverente di storie vissute in un ospedale di provincia.
Il libro sarà presentato oggi, alle ore 18.30, nei locali della Libreria Erasmo di via degli Avvalorati, 62. Interverrà il direttore del Tirreno Roberto Bernabò. Alcuni brani del libro saranno letti dall’attore Claudio Marmugi.
L’ospedale di provincia è l’habitat naturale di personaggi che, dal dottorino neolaureato al “Primario Mistico”, alimentano un'epica medico-ospedaliera tramandata oralmente da paziente a paziente tra le corsie dei reparti, a volte per passare il tempo, altre per stare in guardie e, altre ancora, per essere rassicurati. Dalle sudate carte dei tomi di anatomia umana con la mamma che lo accudisce e lo sorveglia come un neonato, ai primi incarichi con tanto di camice lindo e perfettamente stirato, fino alle prese con la quotidianità della malattia.
Susanna Berti Franceschi è vicepresidente della Fondazione storica nazionale Angiolo e Maria Teresa Berti. Gian Ugo Berti, neurochirurgo, giunge alla narrativa dopo l'esperienza quarantennale di giornalista medico. Tra i suoi lavori: "Ulisse, il cane della Digos".
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